Anche quest’anno sono passati gli Oscar. Facciamo il punto della situazione su una cerimonia pregna di film eccellenti, ma priva di mordente.
Arrivati alla loro 90° edizione, gli Oscar sembrano perdere colpi, smentendo le promesse di un anniversario incisivo e di spessore. La cerimonia è andata avanti senza intoppi o situazioni imbarazzanti, ma non ha trasmesso quella voglia di fare cinema fedele all’Academy. Jimmy Kimmel, per la seconda volta al timone, schianta la nave contro l’apparentemente innocuo iceberg della superficialità, facendola affondare lentamente. Dopo l’apertura decisamente sottotono, con le solite battute alla Kimmel, la premiazione ha continuato in modo piatto, senza momenti esilaranti, di spicco o quant’altro. La moto d’acqua, in palio per chiunque fosse riuscito a finire nel minor tempo possibile il discorso di ringraziamento, è presto diventata una gaffe inconsistente. La messinscena, poi, era abbastanza raccapricciante. Anche le animazioni della premiazione non avevano alcuna fantasia, sembravano buttate lì solo perché dovevano esserci. Insomma, un’organizzazione sicuramente da dimenticare. Questo non si può dire, però, per i premi.
I film in lizza erano tutti ottimi e le votazioni sono state ponderate oggettivamente (la maggior parte, perlomeno), senza lasciar “passare avanti” film con un più potente impatto politico. Sembrava che Lady Bird dovesse sbancare, invece non ha ricevuto neanche una statuina. Discorso differente per Dunkirk che inaspettatamente e meritatamente arriva a tre. L’Italia, capitanata da Guadagnino, trionfa con Chiamami col tuo nome, che, con un solo Oscar, riesce a tenere alto il nome del cinema italiano. Coco, invece, è l’unico a conquistare tutte e due le categorie per il quale era candidato. “Delusione” parziale per La forma dell’acqua – The Shape Of Water, che delle tredici nomination è riuscito a vincerne solo quattro di cui due, però, molto importanti. Poi abbiamo Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, L’ora più buia e Blade Runner 2049 (vera sorpresa di questi Oscar) con due, mentre Il filo nascosto e Scappa – Get Out con una. Da tenere in considerazione anche l’Academy Award a Kobe Bryant, famoso giocatore di basket, che con il suo cortometraggio autobiografico animato, Dear Basketball, conquista la giuria. Di seguito la lista completa.
Sam Rockwell – Tre Manifesti a Ebbing, Missouri
Kazuhiro Tsuji, David Malinowski e Lucy Sibbick – L’ora più buia
Mark Bridges – Il filo nascosto
Icarus – Bryan Fogel
Richard King e Alex Gibson – Dunkirk
Richard King e Alex Gibson – Dunkirk
Paul D. Austerberry, Shane Vieau e Jeff Melvin – La forma dell’acqua
Una donna fantastica (Una mujer fantástica) – Sebastián Lelio (Cile)
Allison Janney – Tonya
Dear Basketball – Glen Keane e Kobe Bryant
Coco – Lee Unkrich e Adrian Molina (Pixar)
John Nelson, Gerd Nefzer, Paul Lambert e Richard R. Hoover – Blade Runner 2049
Lee Smith – Dunkirk
Heaven is a Traffic Jam on the 405 – Frank Stiefel
The Silent Child – Chris Overton e Rachel Shenton
James Ivory – Chiamami col tuo nome
Jordan Peele – Scappa (Get Out)
Roger A. Deakins – Blade Runne 2049
Alexandre Desplat – La forma dell’acqua
Remember Me (Coco) – Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez
Guillermo del Toro – La forma dell’acqua
Gary Oldman – L’ora più buia
Frances McDormand – Tre Manifesti a Ebbing, Missouri
di Guillermo del Toro e J. Miles Dale
Anche per quest’anno è tutto. Ora abbiamo tutto il tempo per ricaricarci e tornare tra un anno con la notte più stellata, sperando che la 91° edizione sia un po’ più emozionante di questa.
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