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Cinema

Tomb Raider – Recensione: la nascita della cacciatrice di tombe

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Lara Croft è tornata sui grandi schermi. In questa nuova avventura viene spiegata la nascita della geniale e caparbia ricercatrice di misteri.

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Difficile guardare il film senza dedicare un pensiero alla protagonista che interpretò Lara Croft nel primo debutto cinematografico di Tomb Raider. Oltre che per il suo carisma e la sua sublime bellezza, Angelina Jolie sembrava l’attrice su cui hanno cucito il personaggio dell’eroina del videogioco. Nei film che la vedono protagonista infatti, vediamo una Lara Croft appassionata e sicura, pienamente consapevole delle proprie capacità e in grado di sfidare ciò che è terreno ma soprattutto ciò che non lo è.

Non è da meno però questa versione più giovane e in erba di Lara, interpretata dal premio Oscar Alicia Vikander. Questo nuovo Tomb Raider è la storia di una giovane e risoluta Lara Croft, nella sua strada per diventare il personaggio che tutti già amano e conoscono. Oltre ad Alicia, il cast è formato da molti altri nomi celebri: la regia è stata affidata alle mani di Roar Uthaug, regista di The Wave. Alicia Vikander non è l’unico premio Oscar nel cast del film. Graham King, premio Oscar per The Departed infatti ha deciso di produrre questa pellicola con la compagnia GK Films. Nel film compaiono anche Dominic West nel ruolo di Lord Richard Croft, Walton Goggins che sarà l’antagonista di Lara e Daniel Wu che interpreterà la parte di aiutante fedele di Lara.

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La Trama

Lara Croft è la figlia di un avventuriero eccentrico, che però scomparve in circostanze sospette durante una delle sue spedizioni, quando Lara era ancora una bambina. All’età di 21 anni Lara si trova a vivere di stenti nella metropoli di Londra, lavorando come corriere in bicicletta. La tutrice Ana Miller, interpretata da Kristin Scott Thomas, cerca di convincere la giovane Lara a firmare i documenti che determinerebbero la morte del padre, dopo 7 anni che è scomparso. Una volta deciso di firmare i documenti però, il notaio che si occupa della successione da a Lara un puzzle giapponese, gioco che faceva con il padre quando era piccola. All’interno ci trova una chiave che fa brillare Lara di speranza e la spinge a scoprire cosa è successo al padre 7 anni prima. Da quel momento Lara si spinge in avventure sempre più pericolose che la porteranno a conquistare il nome di Tomb Raider.

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Sceneggiatura

La sceneggiatura del film è stata scritta da Geneva Robertson-Dworet e Alastair Siddons, partendo da un soggetto di Robertson-Dworet e Evan Daugherty. “Gioco da parecchio con le avventure di ‘Tomb Raider’, e mi sono reso conto che Lara Croft, l’affascinante personaggio al centro del racconto mitologico, è cresciuta fino a diventare un’icona della cultura pop”, dice il soggettista Daugherty. “Ho avuto l’onore di poter aiutare a formare in modo significativo questa nuova versione del personaggio e della saga in generale”. Lo script di questo nuovo Tomb Raider ha deciso di staccarsi dalla storia video-game a cui gli spettatori dei vecchi film erano abituati, per dar spazio alla nascita di un’icona eroica e scoprire come Lara è diventata la spietata e affascinante ricercatrice di tombe, cosa l’ha formata e come ha dovuto cambiare per impersonare questo ruolo. Questa protagonista è una giovane donna che non ha paura di mettere sul tavolo delle trattative le proprie emozioni e, in alcuni casi, farsi trasportare da queste.

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Colonna Sonora

La colonna sonora è stata composta dal musicista compositore Tom Holkenborg, il cui pseudonimo è Junkie XL. Il compositore ha voluto ricercare un tema e una mood musicale che richiamasse l’intensità provata nel videogioco. In questo modo cerca di aumentare ed espandere il senso di pericolo ed evidenzia però con degli stacchi importanti, i momenti più emotivi che coinvolgono Lara.

Regia

CGI e attrezzature all’avanguardia ormai sono diventate indispensabili per girare un film di questo genere. Il regista Roar Uthaug, in accordo con la sceneggiatura, non ha giocato troppo con i movimenti di macchina rimanendo lineare per tutto il film. Il regista dichiara di essere cresciuto giocando ai videogiochi di Tomb Raider e dice: ” Ero pazzo di quel gioco, e naturalmente anche del personaggio di Lara Croft, una ragazza tostissima che risolve ogni enigma”. Sicuramente Uthaug è partito dal vantaggio di essere stato un grande appassionato del videogioco e forse per lo stesso motivo non ha voluto spingersi troppo in la con virtuosismi tecnici che avrebbero confuso la linea narrativa del film.

Tomb Raider
7 Reviewer
Pro
Bella storia
Ottima interpretazione degli attori
Contro
Regia piatta
Dialoghi scontati
Conclusioni
Il film è complessivamente godibile, soprattutto se si è appassionati del combo film d'azione-videogioco. L'interpretazione degli attori principali è di alto livello e la storia, nonostante qualche buco, è costruita bene in tutta la durata del film.
Voto

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