Side Baby, Arturo: la RECENSIONE traccia per traccia
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Side Baby, Arturo: la RECENSIONE traccia per traccia

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Arturo Bruni veste per la prima volta i panni del suo nuovo alter ego Side Baby in un album ufficiale, ecco l’analisi e il voto del suo nuovo lavoro da solista

Dopo la scioccante decisione di lasciare la Dark Polo Gang, Arturo Bruni, in arte Side Baby, si ripresenta al pubblico con il suo secondo album ufficiale da solista: Arturo.

Arturo è una sorta di secondo take, un nuovo inizio per il rapper romano: non è un caso infatti che questo secondo lavoro presenti suoni non sempre riconducibili alla natura trap dell’artista, ma anche ad una inedita vena rap. Sul suo nuovo prodotto, Side ha scritto:

Arturo è il contrario di quello che fanno proprio tutti. Giuro, il lavoro del rapper è dire: ‘guarda quello quanto spacca, voglio fare una cosa del genere’. Ma o sei una leggenda o non lo sei.

A differenza di Sick Side, primo album ufficiale dell’artista rilasciato nel 2018, Arturo cerca di spingere di più sugli argomenti, arrivando anche a trattare temi pesanti come la morte, la depressione, la mancanza di fiducia e la solitudine. Chiaramente rimane spazio anche per le tracce più leggere, dove l’auto celebrazione e il tema ricorrente dei soldi piantano le loro radici, ne è esempio la traccia Frecciarossa feat. Guè Pequeno. L’album è prodotto per larga parte dal beatmaker milanese Night Skinny, ma c’è anche spazio per il gradito ritorno del producer della DPG Sick Luke.

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Freddo (feat. Luchè) (3:50). Ad aprire il nuovo album di Side Baby ci pensa Freddo, traccia introspettiva che presenta una collaborazione con il rapper napoletano Luchè. Sulla stessa onda di Medicine, primo singolo rilasciato da Side successivamente all’uscita dalla Dark Polo Gang, Freddo tratta della depressione dell’artista. La prima strofa richiama più volte il tema della morte, con il rapper romano che scrive “Questa vita, io non voglio questa vita” e “Qualcuno per favore mi passi il ferro, voglio sentire soltanto il silenzio“, per poi concludere con una richiesta di aiuto: “Anche stanotte parlerò con i fantasmi/baby non spaventarti, vieni vicino e baciami“. La produzione di Night Skinny funziona, così come la strofa meno ficcante (ma non per questo non godibile) di Luchè.

Ghiaccio (2:09). Ghiaccio è la seconda traccia più corta dell’album, con una durata appena superiore ai due minuti. I due ritornelli che aprono e chiudono il pezzo raccontano il parallelismo tra i soldi e l’apatia dell’artista: “Ghiaccio, ghiaccio al collo, ghiaccio al cuore, ghiaccio al polso“. Il pezzo scorre velocemente sulla produzione di Night Skinny, non pretendendo di lasciare nulla all’ascoltatore, ma risultando comunque piacevole.

Jappone (2:21). La terza traccia racconta la voglia dell’artista di scappare, di lasciare tutto e ricominciare da capo. Side apre il pezzo rappando “Sogno di andarmene lontano ore, svegliarmi e andare in Giappone“, raccontando la necessità di lasciarsi alle spalle le preoccupazioni e volare via, in un posto distante dai suoi problemi. Il pezzo risulta difficilmente fraintendibile, nuovamente breve e godibile all’ascolto, anche grazie all’ennesimo bel lavoro del producer Night Skinny.

Lei Dice (2:47). Lei Dice parla dei problemi di fiducia di Arturo, nati per colpa di una ragazza che l’ha abbandonato quando sono cominciate le difficoltà. La traccia racconta la storia d’amore finita tra il rapper e la sua ex, recitando “Tu mi hai sempre detto: “saremo io e te”, ora sono solo e depresso/prendo X e fumo erba per sentimi meglio” e “Cuore spezzato, ormai non mi fido più, ti ho dato tutto e mi hai lasciato proprio quando ero giù/mi chiami solo quando vedi che sto bene, quando sto contando i soldi e non quando ho i miei problemi“. Side racconta in maniera esplicita il perché della sua apatia e della sua mancanza di fiducia, arrivando a denigrare chi lo lasciò solo durante il periodo più difficile della sua vita. Il pezzo numero quattro dell’album tratta un tema importante, raccontando in maniera interessante un ambiguo stralcio di vita dell’artista.

Frecciarossa (2:30). Il pezzo numero cinque presenta la seconda grande collaborazione dell’album, quella con Guè Pequeno. Frecciarossa è una traccia auto celebrativa, dove sia Side che Guè raccontano dei loro sacrifici e di ciò che hanno guadagnato con tanta fatica negli anni, con le classiche sonorità gangsta rap. C’è spazio anche per un enigmatico dissing da parte di Guè, che conclude il bridge dicendo “L’ultima barra è per te, ratto/Tu non parlare di me, ratto/Vendi la famiglia per fare un contratto/Questo flow compatto, tu senti l’impatto, scemo“.

Mostro (2:23). La seconda parte dell’album si apre con Mostro, un’altra traccia autocelebrativa. Il pezzo è un classico esercizio di stile, con Side che scrive “Serial killer e queste basi sono le mie vittime, le lascio a pezzettini dentro un freezer” e “Sono un mostro, non un essere umano“, le sonorità trap permeano bene la base di Night Skinny, in quella che può essere definita quasi come una traccia riempitiva.

Non ci sei tu (1:40). La traccia numero sette è la più breve dell’album, ma affronta molti più temi di quanto sembri. La strofa tratta inizialmente il tema della gelosia, con il rapper che scrive “Ai miei amici manca quando non ero nessun/ai miei amici manca quando rubavo a qualcuno“, successivamente parla del rapporto con la ex ragazza “Non ci sei tu e non c’è più nessuno[…]Mi odi, ma non amo nessun’altra” e infine della sua depressione “A volte penso che la vita è un inutile sforzo/Nasci, cresci, soffri e dopo sei morto“. Non ci sei tu rimane nonostante la breve durata una delle tracce più introspettive e particolari.

Rip (2:42). Rip vede il ritorno del duo Sick Luke/Side Baby che così bene aveva fatto in Sick Side. Il pezzo torna sullo stile autocelebrativo, ma in maniera decisamente più riuscita di come fatto precedentemente in Mostro; Side scrive “I k arrivano sopra una barca, ora mi danno del lei quando entro in banca/Metto al collo di mio fratello una collana, perché voglio vederlo con il sorriso in faccia“, mettendo sul tavolo i frutti del suo percorso artistico e sottolineando il suo sentirsi obbligato a soddisfare le aspettative di chi lo vorrebbe sempre al top.

XSempre (2:47). In XSempre Arturo torna sul tema dell’amore, scrivendo “Dimmi se moriresti per me, io per te sono quasi morto” e “Dimmi cosa e te lo compro, dimmi dove e ti ci porto“. La traccia è composta nuovamente da una sola strofa, ma risulta ugualmente ripetitiva e dimenticabile.

Plutone (2:50). In Plutone Side dice di volersi sentire in alto per sentirsi meglio, esattamente come nel caso di Intro in Sick Side. Allo stesso modo di XSempre, Plutone sembra non arrivare: troppo poco a livello di testo e troppo tardi nell’album per mantenere alta la soglia dell’attenzione, il sound piatto non aiuta.

Arturo (2:10). Arturo arriva dopo due tracce molto deboli, ma colpisce subito per l’interessante scelta dell’artista. La traccia si apre con un monologo della madre di Arturo, che si complimenta e dà coraggio al figlio, sottolineandone la sensibilità e l’impegno. Successivamente inizia la strofa di Side, che risulta decisamente più ispirato rispetto ai pezzi precedenti, il cerchio si chiude poi nuovamente con un piccolo monologo della madre, che promette al figlio che gli sarà vicino durante il suo percorso. Arturo non è la traccia migliore dell’album ma è decisamente la più originale, un bel modo di chiudere il suo primo lavoro post DPG.

Giudizio Finale: Arturo rappresenta un nuovo inizio per Darkside, ora Side Baby. Il suo primo vero lavoro da solista lontano dalla DPG riesce in parte: nonostante un promettente inizio infatti, l’album finisce inevitabilmente per perdersi nella seconda metà, risultando a tratti pesante nonostante la brevissima durata (neanche trenta minuti). Al di là dei difetti però, il disco del rapper romano pianta delle solide basi per i progetti futuri, risultando a larghi tratti superiore a Sick Side ed evidenziando una lenta ma fortunatamente inevitabile crescita artistica.

Voto finale:

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