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Ritrovata Fire Door, l’opera di Bansky rubata a Parigi

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Rinvenuto in Abruzzo il dipinto che il writer inglese aveva donato al Bataclan per non dimenticare la strage terroristica

Un sensazionale ritrovamento

Tortoreto è un tranquillo paese di circa dodicimila abitanti della provincia di Teramo placidamente affacciato sull’Adriatico. Nel sottotetto di un casale di campagna di questa piccola cittadina abruzzese i Carabinieri hanno recuperato Fire Door. L’esclusiva opera d’arte del famoso street artist Banksy era stata rubata l’anno scorso. Quello di oggi non è solamente un sensazionale ritrovamento di un’opera d’arte sparita per mano di predoni ignoti. Si tratta indubbiamente di un’eccellente esempio di coordinamento tra autorità giudiziarie di più paesi, ma c’è di più.

La storia della Fire Door

Fire Door, opera rinvenuta oggi a seguito di una complessa operazione tra autorità italiane e francesi, infatti, è l’originale dipinto che il misterioso artista inglese Banksy ha donato al Bataclan di Parigi come gesto di vicinanza a seguito della terribile strage terroristica del 2015. Il dipinto ritrae una giovane figura femminile velata, in piedi e col volto rivolto in basso, sopraffatta dal dolore. La figura è stata dipinta con vernice spray bianca sulla porta d’emergenza del locale, fattore da cui deriva il suo nome. Il 15 novembre di quell’anno, infatti , la capitale francese fu colpita da una serie di attacchi terroristici di matrice islamica. Tra gli attacchi che quel giorno colpirono Parigi, uno ebbe luogo nella sala concerti Bataclan, dove era in cartello il concerto del gruppo rock statunitense Eagles of Death Metal. In quell’attacco persero la vita novanta persone, per lo più giovani. Per commemorare la tragedia e lanciare un messaggio di speranza, l’artista e writer inglese Banksy, aveva donato al locale e al mondo il dipinto convinto, come molti altri artisti, che il terrorismo si combatta con la cultura.

La dinamica del furto

Come suggerisce il suo nome, l’opera era stata realizzata su una delle porte di sicurezza del Teatro Bataclan. ll murales campeggiava all’esterno e su strada, proprio per essere accessibile a tutti. È stato questo dettaglio a rendere attraente per i criminali l’opera del misterioso artista di Bristol. Alcuni ladri incappucciati nella notte del 26 gennaio 2019 sono riusciti a impossessarsene, ritagliando Fire Door dalla porta con delle smerigliatrici e caricandola su un camion per poi darsi alla macchia.

Parigi piangeva il suo dipinto da un anno

Con un triste Tweet, i gestori della sala concerti parigina avevano subito dato la notizia del furto del dipinto, dicendosi addolorati e indignati per la perdita di un simbolo di memoria e appartenenza per tutti – locali, parigini, cittadini del mondo. Da allora, la capitale parigina piangeva il furto subito, mentre le autorità si erano già messe sulle tracce dei criminali.

Fire Door

fonte: bbc.co.uk

Ma chi è Banksy?

Sulla reale identità di Banksy il mistero è fitto. E più le opere del geniale writer hanno continuato ad apparire nelle città di tutto il mondo, più si sono succeduti i dibattiti su chi fosse l’autore di quelle opere sempre critiche verso il sistema. ‘è chi ha detto che Banksy sia una donna, chi che si tratti di un collettivo di artisti riuniti sotto lo stesso nome. Ma la verità è che nessuno sa ancora con certezza chi si nasconda dietro lo speudonimo Banksy. . Secondo uno studio condotto dal Mail on Sunday, tuttavia, lo sfuggente artista inglese sarebbe Robin Gunningham, studente della Bristol Cathedral Choir School.

Fire Door

fonte: ptchfork.com

Tra graffiti e musica

Chiunque sia Bansky, rimane comunque stretto il legame tra il celebre anonimo graffitaro del 1974 e la musica. Dopo un riferimento sfuggito durante un’intervista al musicista e attore inglese Goldie, in molti ritengono che Banksy sia in realtà Robert del Naja. Non ha di certo bisogno di ulteriore fama il musicista del celebre gruppo trip-pop Massive Attack. Noto anche con lo pseudonimo 3D, per altro, Robert del Naja ha recentemente collaborato per la colonna sonora di un film di casa nostra. Suoi infatti i pezzi strumentali del film Ultras di Francesco Lettieri da qualche settimana in streaming su Netflix.

Un lieto fine per non smettere di sperare

Mentre sono in corso le indagini per capire come abbia fatto l’opera ad arrivare indisturbatamente fino in Italia, gioiamo del felice esito dell’indagine della Procura de L’Aquila. Siamo felici perché sappiamo che l’opera è incredibilmente in ottimo stato perché è stata coperta da uno strato su cui è stato fatto un dipinto di bassa qualità e che l’ha preservato. Ma soprattutto, speriamo che un pezzo d’arte realizzato da un artista tanto originale e pungente, sempre schierato contro ingiustizie e disuguaglianze, venga presto reso alla collettività.

Fire Door

fonte: cnn.com

Laureata in Sociologia ma professionalmente occupata nello spettacolo, m’interesso di arte, cultura, tematiche di genere e ambientali. Appena posso, viaggio. Quando ne ho voglia, cucino. Ogni tanto, faccio sport. Ma, tutte le notti, leggo una favola ad alta voce.

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