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La recensione di Ali: il primo disco de Il Tre La recensione di Ali: il primo disco de Il Tre

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“Ali”: la recensione del primo disco de Il Tre

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“Ali”: la recensione del primo disco de Il Tre

Romano, più precisamente di Santa Maria delle Mole, classe 1997; stiamo parlando di Guido Senia, in arte “Il Tre”, al suo primo disco ufficiale dopo due mixtape rilasciati in freedownload che gli hanno consentito di fare quella che viene comunemente chiamata come gavetta. Ma anche tanto talento: il trofeo del “One Shot Game 2016” ha solo contribuito alla sua esplosione, diventata un’affermazione con il disco d’oro grazie al singolo “Cracovia Pt. 3” e al disco di platino con “Te lo prometto”. Questa è la recensione di Ali: il primo disco de Il Tre.

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Anticipato dai singoli “Te lo prometto” e “Fight” con Nayt, in “Ali”, Guido riesce a mettersi a nudo con una facilità disarmante. I temi toccati sono molteplici. Dal supporto di famiglia e amici (di cui ne ha anche ampiamente parlato nel docu-trailer del disco) fino a qualche traccia che funge da esercizio di stile. Perchè “Il Tre” nasce come rapper, ed evidentemente ci teneva a ricordarcelo. Ma nonostante tecnicamente sia ancora uno dei migliori della scena attuale, il meglio di “Ali” lo si trova nei pezzi più impegnati, quelli che hanno un messaggio da raccontare. Che i binari del suo primo disco sarebbero stati proprio questi, lo avevamo intuito dal singolo “Te lo prometto”, ma adesso ne abbiamo la più totale certezza.

Nonostante sia appena al suo primo disco ufficiale, nelle sue quindici tracce Guido riesce a mettersi a nudo, ma per capire a fondo le sue rime, bisogna conoscere la sua storia e accettare di mettere a nudo anche se stessi. “Per chi non ha un posto in questo mondo” è pura rivalsa. Un inno dei ragazzi reputati diversi che alla fine sono riusciti a trovare il loro posto; ma allo stesso tempo è anche un invito a non mollare per chi quel posto deve ancora trovarlo. Perchè come canta ancora in “Tegole”, “chi non smette di sognare sempre sorriderà”. La storia di Guido, o meglio “Il Tre” è quella di un ragazzo che grazie alla musica, grazie al rap, è riuscito a trovare il suo posto nel mondo.

“Apollo 13” e “Beethoven” sono i pezzi più nudi e crudi del disco, con le collaborazioni rispettivamente di Vegas Jones e Mostro. Due brani che hanno il compito di provare a spezzare la narrazione che Guido ha provato a mettere sul piatto. Ma che in realtà, a conti fatti, non riescono a diversificare il prodotto. Ok l’esercizio di stile con cui dimostra di saper ancora rappare, ma il vero difetto di “Ali” è di non essere nè carne nè pesce. Nel complesso si tratta di un buon prodotto, complici anche le partecipazioni – oltre a Vegas Jones e Mostro – di due mostri della scena rap italiana come Clementino e Emis Killa. “Ali” non è solamente un disco, ma un vero e proprio viaggio. Un viaggio dentro il proprio Io interiore, che però solo il suo autore può apprezzare al 100%. Se questo sia un pregio o un difetto, sta a voi giudicarlo. Di certo la scrittura di Guido Senia è sincera e pulita, scorre via in maniera piacevole, ma senza lasciare un ricordo memorabile. Come il volo di una farfalla.

 

 

 

 

 

 

 

 

fonte immagine: https://www.newsic.it/il-tre-esce-il-nuovo-album-ali/

Nato ad Alatri il 23/03/1997, attualmente collabora per numerose testate giornalistiche sportive. Raccontare di calcio però, non è il suo unico hobby (fortunatamente). C'è spazio anche per i libri, la musica e i videogiochi.

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