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Vi innamorerete di Alba August, la protagonista di The Rain

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Abbiamo avuto la possibilità di vedere in anteprima i primi 3 episodi di The Rain, la prima serie originale danese su Netflix. E siamo certi che rimarrete piacevolmente sorpresi da Alba August, la protagonista.

Ieri abbiamo recensito i primi 3 episodi di The Rain, la serie danese che uscirà il 4 maggio su Netflix. Si è rivelato un prodotto potenzialmente più che buono, che ricalca lo stile registico nord-europeo. Per capirci, sulla linea d’onda di Dark e The Killing, la versione danese e non il remake statunitense.

E, oltre a questo, quello che più ci ha colpito dei primi 3 episodi è la performance di un’attrice, la protagonista. Stiamo parlando di Simone, ragazza fragile e intelligente, interpretata dalla giovane semisconosciuta Alba August.

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Alba August in una scena del primo episodio

Svedese, classe ’93 e figlia d’arte (entrambi i genitori registi, Billie August e Pernilla August, quest’ultima anche attrice). Alba August ha partecipato quest’anno alla Berlinale nella sezione Special interpretando la scrittrice Astrid Lindgren (per chi non la conoscesse, l’autrice di Pippi Calzelunghe) in un film-documentario, Giovane Astrid, che ripercorre la sua infanzia e la sua adolescenza.

Alba August: Swedish Rising Star

Ma veniamo alla sua interpretazione in The Rain. Sì, è vero, abbiamo visto solo 3 episodi, ma ci vogliono poche scene per capire se un attore o, in questo caso, un’attrice ci sa fare. Alba August, per noi, ci è riuscita alla grande. Attraverso di lei, o meglio il suo personaggio, Simone, entriamo nell’universo di The Rain. Attraverso i suoi occhi, le sue emozioni, i suoi gesti, le sue parole e i suoi stati d’animo, viviamo, vediamo e sentiamo prima l’opprimente claustrofobico bunker, poi il minaccioso bosco e, infine, la desolante e fatiscente cittadina danese, Vordingborg.

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Viene dal teatro e si vede. La sua recitazione, soprattutto nella prima puntata, è fisica: poche battute, perlopiù le stesse ripetute più volte, le espressioni del volto e la gestualità (vedi la scena del ballo). Alba August si cala nella parte di una giovane ragazzina fragile e intelligente che ignora completamente cosa stia succedendo con la responsabilità di trasmettere sicurezza al fratellino. Questo è quello che deve trasparire fin da subito e la giovane attrice svedese lo trasmette con una naturalezza disarmante.

Il bunker claustrofobico

Le inquadrature fisse su di lei, i primissimi piani testano la sua capacità di trasmettere le emozioni senza l’uso delle parole: dagli occhi, dalla leggera incrinatura delle labbra scaturisce l’angoscia che ha dentro. Si percepisce la sua inadeguatezza iniziale ad assolvere il compito di tutrice del fratellino, celandolo, però, a quest’ultimo.

La scena in cui Alba August cerca di distrarre il fratellino dall’evento tragico a cui hanno appena assistito e divertirlo attraverso l’ascolto di una canzone. La scelta di questa e di lei che comincia a ballare. Hai la perfetta percezione di come Simone sia una ragazzina ancora troppo piccola per assumersi questa responsabilità, ma dall’altro lato si trovi costretta ad assolvere questo ruolo. E noti, piano piano, la sua maturazione veloce: da goffa, ingenua ma efficace, fino a diventare sempre più consapevole e sicura.

La città fatiscente

Il salto temporale, l’uscita dal bunker, il gruppo di sopravvissuti e Vordingborg. Alba August continua a recitare togliendo. Minimalista in ogni gesto e in ogni sguardo. Non carica, non enfatizza e il personaggio, Simone, si fa sempre più tridimensionale, acquista in ogni scena una sfumatura diversa.

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Rasmus (Lucas Lynggaard Tonnesen) e Simone (Alba August)

La città fatiscente e desolante si anima attraverso gli occhi persi e ingenui della giovane attrice svedese. Attraverso di lei, Vordingborg appare un animale selvatico e affamato in cerca di prede facili. La scena più forte a cui assistiamo è, ancora una volta, filtrata dal punto di vista del personaggio di Alba August. L’incontro con il bambino, lo scambio di semplici ma forti battute, la consapevolezza di aver fatto una buona azione e poi l’arrivo degli estranei e l’orrore che si compie davanti ai suoi occhi.

Una scena cruda che Simone vive direttamente e subisce violentemente. Alba August, in questa breve sequenza, compie una parabola di varie espressioni che esprimono altrettante emozioni: dalla paura iniziale, la compassione, la solidarietà, una piccola felicità fino al terrore finale. La mimica facciale accompagna questa piccola sequenza, trasmettendo lo stato attuale delle cose in maniera diretta, crudele e cinica, che mille parole non avrebbero potuto fare meglio.

Alba August catalizza ed espande l’atmosfera di The Rain. E siamo certi che ne sentiremo parlare di questa stella nascente svedese.

Formazione prettamente umanistica: dalla triennale in Lettere a Torino alla magistrale in Editoria e giornalismo a Roma. Appassionato di scrittura e cultura... e oramai da anni invischiato nel mondo delle serie tv.

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