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Il Binge-Watching ha cambiato il modo di scrivere le serie TV?

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Il Binge-Watching ha cambiato il modo in cui vengono scritte le serie TV? Sembra proprio di sì. Ecco una riflessione sulle conseguenze che il Binge-Watching ha creato nella realizzazione delle serie TV.

In un’epoca in cui la velocità ha preso il sopravvento, in cui si ha tutto a disposizione all’istante e in cui l’attesa ha perso non solo il suo fascino ma è diventata un concetto inconcepibile per l’uomo, cosa accade a tutto ciò che, una volta, per essere realizzato prevedeva tempo e attesa?

Dovrà adattarsi.

Questo è proprio quello che accade con la scrittura, e nello specifico, con la scrittura delle serie TV che, oggi, dipende sempre più dal concetto di Binge-Watching.

La piattaforma streaming Netflix ha cambiato radicalmente il concetto di visione di una serie TV rispetto al passato. Lo ha fatto introducendo un nuovo approccio alla visione televisiva: il Binge-Watching.

Tutto è iniziato nel 2013, quando Netflix, ha pubblicato per la prima volta l’intera stagione di House of Cards tutta in un colpo, dando vita, così, al concetto di Binge-Watching. Prima di Netflix l’attesa di ogni nuovo episodio di stagione era intrinseca all’idea di serie TV. Era proprio quest’attesa a rendere ogni episodio speciale ed era proprio il tempo speso a immaginare quello che sarebbe potuto succedere a dare un valore aggiunto al concetto di seguire una serie TV.

Direi che il termine più adatto oggi non è più “seguire” una serie, in quanto questa parola si porta dentro l’idea stessa di tempo trascorso con qualcosa. Ha in sé l’idea di attesa. Oggi le serie TV non si “seguono”, si guardano, tutte in un colpo. Si fa il cosiddetto Binge-Watching. E una volta finita una, si passa alla prossima.

Binge-Watching

Il concetto di Binge-Watching nasce proprio da questa totale disponibilità di tutti gli episodi di tutte le stagioni di ogni serie TV in qualsiasi lingua si desideri. Su Netflix i nuovi episodi di una stagione di una serie escono tutti insieme, nello stesso giorno, così il Binge-Watching diventa inevitabile. Vogliamo tutti sapere come vanno a finire le serie TV che più amiamo e prima lo si fa, meglio è.

Ma il Binge-Watching cosa cambia per il lavoro degli sceneggiatori?

Gli sceneggiatori delle serie TV, oggi, devono fare i conti non solo con il target a cui si rivolgono ma anche con il formato in cui la serie verrà mandata in onda, e molto spesso è proprio quello che prevede il Binge-Watching.

A fare una riflessione sul Binge-Watcnihg e sui cambiamenti nella scrittura delle serie TV è Marc Bernardin, in un articolo scritto per l’Hollywood Reporter.

Bernardin sottolinea come, in passato, ciò che caratterizzava la scrittura di una serie TV erano i cliffhangers che spingevano lo spettatore a tornare sempre per sapere come sarebbero andate a finire le cose. Oggi, invece, è tutto basato sul come creare delle pause narrative in quello che viene considerato un film della durata di 10 ore. Perché è proprio di questo che si tratta dando per scontato che ogni serie verrà guardata in Binge-Watching.

Scrivere per la televisione è molte cose. Un’opera di artigianato, un’arte, un lavoro. Nel profondo, però, non è altro che una lotta per mantenere alta l’attenzione dello spettatore.

E come si mantiene un’audience attenta da episodio a episodio? Da stagione a stagione? Ma soprattutto come si fa a rendere un’intera stagione che sarà guardata in Binge-Watching, per ore e ore, guadabile?

Il Binge-Watching, diventa imprescindibile dalla scrittura. Oggi non si può scrivere più una serie tenendo in considerazione il fatto che verrà interrotta dalla pubblicità, come accadeva in passato. I cliffhangers delle vecchie serie televisive venivano inseriti non solo a fine episodio ma anche prima dello spot pubblicitario, per non perdere l’attenzione dell’audience.

Oggi, però, la pubblicità non è più da considerare un elemento importante per la costruzione di una sceneggiatura.

La televisione è sempre stata una fiction seriale, qualcosa di raccontato in pezzi che poi si sarebbero fusi in un tutt’uno. Il Binge-Watching è invece qualcosa di completamente diverso. Il Binge-Watching porta il tutto in una volta. Lo spettatore si aspetta di essere davanti allo schermo per un lungo periodo di tempo facendo Binge-Watching, quindi, lo sceneggiatore, non deve più corteggiarlo sistematicamente.

Lo storytelling di una serie immaginata per il Binge-Watching diventa molto più lineare e meno frammentario e fa sì che non ci siano continui colpi di scena se non all’inizio e alla fine della stagione, dove il cliffhanger rimane sempre d’obbligo.

Ci sono alcune piattaforme streaming che, però, hanno scelto di non abbracciare completamente il concetto di Binge-Watching e restare legate, almeno un po’, all’idea di attesa. Hulu è una di queste.

Hulu ha infatti scelto di dedicare a un possibile Binge-Watching solo i primi episodi di una nuova stagione. I successivi vengono pubblicati settimanalmente, uno alla volta. Questo è quello che accade con serie come The Handmaid’s Tale. Eliminare il Binge-Watching è una scelta molto interessante che si fonda sull’idea dell’importanza dell’attesa e della lentezza.

Hulu è in grado di regalarci ancora l’emozione di dover passare una settimana intera a immaginare tutti i possibili esiti della nostra serie TV preferita.

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