Il Miracolo 1×03-04. Terzo e quarto giorno dopo l’apparizione della statuetta. Da una parte, il mistero comincia a svelarsi, dall’altra, i protagonisti si apprestano ad affrontare gli abissi. La recensione di Gogo Magazine.
Nella precedente recensione de Il Miracolo (le prime due puntate) ci eravamo soffermati principalmente su due personaggi, Sole Pietromarchi (Elena Lietti) e Padre Marcello (Tommaso Ragno). In questa terza e quarta puntata continuano a mantenere un ruolo di rilievo, accompagnati dal premier Fabrizio Pietromarchi (Guido Caprino) che comincia ad acquistare una profondità, sebbene ancora non totalmente sviscerata.
Che sia un omaggio a Stanley Kubrick il cubo nero sognato dal premier? Quel paesaggio arido, surreale e atemporale in cui si trova che possa richiamare 2001: Odissea nello spazio? Supposizioni che potranno essere confermate solo nelle prossime puntate. Resta il fatto che Fabrizio Pietromarchi comincia a delinearsi come personaggio. Silenzioso, pacato, razionale, che dosa le parole con una propensione per le metafore criptiche.
Intorno a lui si sta creando un alone di saggezza che mantiene, comunque, una dose di mistero. Lo stesso mistero che si trova a dover affrontare. Da uomo razionale, con sulle spalle una responsabilità in qualità del ruolo sociale che ricopre, ne è visibilmente tormentato. A cosa giunge? Giunge a un quesito irrisolto. Lo stesso che rivolge, mentre guarda fisso in macchina, durante una trasmissione televisiva: “Siamo pronti ad affrontare gli abissi?”
In quel momento non si sta riferendo agli italiani che stanno guardando quella trasmissione, o meglio non solo. Fabrizio Pietromarchi lo sta chiedendo a noi telespettatori che stiamo guardando Il Miracolo. Niccolò Ammaniti, in questo momento, abbatte la quarta parete e ci chiama in causa, ci coinvolge.
Cosa faremmo se venissimo a conoscenza di un evento che trascende ogni logica terrena? Quali conseguenze porterebbe nelle nostre vite? A un primo approccio di illimitata meraviglia, cosa subentrerebbe? Ci addentreremmo in qualcosa di completamente inesplorato come un abisso. E a quel punto saremmo pronti a immergerci senza essere inghiottiti?
Tutto ha un prezzo. Pure ciò che sta dietro un miracolo. Una delle trovate più geniali della serie creata da Niccolò Ammaniti. I 99 dollari per saziare la curiosità dell’uomo di fronte a qualcosa che, comunque, rimane inspiegabile. Una sacra sindone virtuale, riprodotta su schermo grazie all’evoluzione in campo sia tecnologico sia medico.
Nonostante i 99 dollari, dietro a quel volto sconosciuto rimane il miracolo e si annida minaccioso l’abisso. L’abisso che non aspetta altro che venga guardato, così lui potrà ricambiare lo sguardo. La serie sembra volersi dirigere verso questa doppia natura del miracolo come fosse sia veleno sia farmaco.
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