Gomorra 4, la recensione: stagione disastrosa?
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Gomorra 4, la recensione: stagione disastrosa?

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Si è conclusa la quarta stagione di Gomorra, la serie di Sky prodotta dal trio Sollima-Cupellini-Comenici: ma è andata davvero così bene?

Gomorra – La serie ha chiuso il cerchio, per la quarta volta. La quarta stagione della serie tv tutta italiana prodotta dall’emittente televisiva Sky ha trovato la sua conclusione venerdì 3 Maggio, dopo il classico doppio episodio trasmesso dalle 21:00 su Sky Atlantic.

La serie, tratta dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano, porta sulle sue spalle il peso delle enormi aspettative dei fan da tutto il mondo: dal 2016 infatti la serie è stata distribuita in ben 170 Paesi, tra cui Francia, Germania, America del Nord e Regno Unito.

Gomorra è oggi più che mai la prova tangibile che anche in Italia si possono creare grandi serie tv: lo dimostrano i numeri, i riconoscimenti ottenuti, le prove attoriali, le musiche e il rispetto che il prodotto si è guadagnato a livello mondiale. Ma dopo tre stagione ottime, come si resta in cima? Come si crea una quarta stagione all’altezza? Andiamo a vedere perché, secondo noi, il trio SollimaCupelliniComenici non ha saputo rispondere a queste domande. Ovviamente allerta spoiler.

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La stagione 4 di Gomorra deve innanzitutto fare i conti con le conseguenze dell’enorme decisione presa durante il finale della terza: la morte di Ciro di Marzio. Con Ciro fuori dai giochi, abbiamo salutato un anno fa praticamente tutti i personaggi centrali legati alle prime due stagioni, ad eccezione di Genny ed Azzurra.

Nel momento in cui si decide di tagliare i personaggi su cui si è lavorato per anni però, si deve essere in grado di riuscire ad introdurne altri con un background narrativo all’altezza: Gomorra sceglie a questo proposito Enzo Sangue Blu e Patrizia Santoro. La terza stagione di Gomorra funge da set up per questi due personaggi: da una parte Enzo viene istruito (e manipolato) da Ciro di Marzio, dall’altra Patrizia, nipote di Malammore, lavora per la boss reggente Annalisa “Scianel” Maiocca.

La costruzione dei due personaggi funziona bene, ma la quarta stagione di Gomorra sembra dimenticarsene, scegliendo di sacrificarne uno dei due (Enzo) pur di dare più spazio a tre storie meno interessanti: la costruzione del nuovo aeroporto di Napoli, l’introduzione della famiglia dei Levante e quella del magistrato Ruggieri.

Ma andiamo per ordine: quali sono quindi, a conti fatti, i motivi per cui questa stagione sarebbe “disastrosa”? I due problemi essenziali sono quelli riportati qui sopra: i personaggi e la storia.

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Il problema dei personaggi è essenzialmente un problema di scrittura. Salvatore Esposito è ancora qui, con i suoi pregi e i suoi difetti, ma dopo la dipartita di Don Pietro, Donna Imma, Salvatore Conte e Ciro di Marzio, è evidente come Gennaro Savastano non sia più abbastanza per tenere in piedi lo show.

La quarta stagione butta qualche nuovo personaggio nel mix, ma fallisce completamente nel dare ai nuovi coprotagonisti un qualsiasi senso di profondità. Non è solo un problema di recitazione, ma piuttosto un errore fondamentale di scrittura che tende a rendere le nuove personalità tristemente monocromatiche.

La differenza principale tra Pietro Savastano e Gerlando Levante la si trova proprio qui: Don Pietro lo si ama o lo si odia sulla base che se ne condividano o meno le idee, mentre Gerlando è un personaggio scritto come “cattivo” per il solo fine di esserlo.

Soffre dello stesso problema il personaggio di Alberto Resta: non avendo una qualsiasi profondità, al momento della sua morte si prova solo un senso di delusione, come se le sue scene nelle prime otto puntate siano state un semplice riempitivo.

L’introduzione di questi personaggi e la side story dedicata alla costruzione dell’aeroporto sono arrivate ad un prezzo: a pagarlo è stato il personaggio di Enzo Sangue Blu, totalmente dimenticato nella prima metà della stagione e ridotto a macchietta per maggior parte della seconda metà. Patrizia resta invece centrale, ma dopo dodici episodi passati ad amministrare (male) Secondigliano ed una serie di scelte discutibili, Gennaro decide saggiamente di liberarsene e di tornare al comando della sua città.

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Male i personaggi dunque, ridotti a macchiette o eliminati dopo qualche puntata senza profonde motivazioni, ma la storia? A questo proposito la quarta stagione di Gomorra lascia volutamente Genny in disparte, tenendolo occupato lontano dagli affari della sua città. Patrizia resta al comando di Secondigliano e nel bene o nel male, la scelta di renderla Boss e responsabile della pace tra i quartieri, ne corona tutto il percorso costruito negli anni precedenti.

Il personaggio di Patrizia si dimostra da subito totalmente incapace di salvaguardare il suo ruolo, finendo per diventare preda dei Levante e cadendo in un’interessante spirale di amore ed odio con il marito Michelangelo; questa parte della storia è anche l’unica a mandare realmente in avanti la trama, a scapito di tutte le altre scene dedicate ai coprotagonisti, che rimangono bloccate fino a quando Patrizia non decide di muovere nuovamente i pezzi sulla scacchiera.

D’altro canto, le puntate dedicate a Genny e all’aeroporto sono, a conti fatti, una perdita di tempo. Una puntata interamente dedicata all’acquisizione di una compagnia a Londra, una dedicata all’acquisto di un terreno, una dedicata al ritrovamento di resti umani durante i lavori: un enorme quantitativo di minuti spesi su un tema che porta semplicemente Gennaro a capire che deve rimanere se stesso, scelta che poi viene effettivamente compiuta solo dopo il confronto con il magistrato Ruggieri, probabile antieroe della prossima stagione.

La trama non si muove, i Levante non riescono a essere sufficientemente caratterizzati, Sangue Blu esiste a tratti e Genny non fa altro che crearsi problemi per poi risolverli. Al netto di tutto ciò, possiamo davvero considerare la quarta stagione come positiva? A nostro avviso esiste un grande problema in fase di sceneggiatura, che ha reso la serie prevedibile (anche nei colpi di scena), lenta e piena di controsensi.

Lo share della serie rimane alto, così come i punteggi dei critici e del pubblico, ma dove può portare uno show che da qui in poi sembra poter fare affidamento su un singolo personaggio ben caratterizzato? Lo vedremo durante la stagione 5, ma le aspettative verso il prossimo assestamento sono decisamente (e tristemente) più basse.

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