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The Handmaid’s Tale: Margaret Atwood risponde alle critiche sulla nuova stagione

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The Handmaid’s Tale: Margaret Atwood si rivolge ai fan della serie e risponde alle critiche sulla seconda stagione.

La seconda stagione di The Handmaid’s Tale si è sicuramente presa qualche libertà rispetto al romanzo da cui è tratta. Il libro di Margaret Atwood, infatti, copre tutta la storia narrata nella prima stagione, finale compreso. Molti fan del best seller del 1985 della scrittrice canadese hanno storto il naso guardando i nuovi episodi di The Handmaid’s Tale 2. Non perché siano fatti male ma perché non corrispondono a quanto raccontato nel romanzo della Atwood. Anche se, a dirla tutta, è solo in parte così.

The Handmaid’s Tale: l’opinione di Margaret Atwood

Margaret Atwood sottolinea che l’adattamento televisivo del suo romanzo le sta bene in quanto le cose sarebbero potute andare peggio. Le parole della Atwood provengono da un dibattito che la scrittrice ha sostenuto in occasione dell’Hay Festival, un festival della letteratura organizzato ogni anno in Galles per discutere dei temi più interessanti nel mondo della finzione letteraria. L’autrice di The Handmaid’s Tale, ospite di una conferenza dedicata al suo romanzo ha riscosso un tale successo da vendere immediatamente tutti i biglietti disponibili della sala conferenze, ben 1700.

Durante un acceso dibattito, alla Atwood è stata chiesta la sua opinione sulle discrepanze tra la serie TV, in particolare The Handmaid’s Tale 2 e il suo romanzo. La sua risposta? Come potrei prendermela? Sarebbe potuta andare molto peggio.

Penso che dovrei essere terribilmente stupida se dovessi sentirmi risentita per queste discrepanze. Gli autori della serie hanno fatto un lavoro strabiliante e la recitazione è eccezionale. Sono rimasti fedeli alle premesse e ai temi principali, tutto il resto non conta.

La scrittrice ci tiene a tranquillizzare i fan che si sono lamentati delle troppe differenze tra The Handmaid’s Tale 2 e il romanzo che ha lasciato un segno in una generazione di lettori.

The Handmaid’s Tale 2 è una serie televisiva. Per avere una serie duratura non puoi uccidere il personaggio principale. Così come non puoi far scappare il protagonista verso la libertà nel primo episodio della seconda stagione. Non può succedere.

The Handmaid’s Tale: serie TV e romanzo, una differenza di spazi

Ciò che interessa a Bruce Miller, creatore della serie, in The Handmaid’s Tale 2, avendo già esaurito la storia del libro nella prima stagione di The Handmaid’s Tale è tornare indietro e approfondire tutte quelle tematiche che appaiono nel romanzo come cenni secondari nella storia. Una serie TV, specialmente quando è formata da più stagioni, ha bisogno di andare nel profondo e ampliare vari aspetti che nel testo di riferimento sono solo accennati. È una questione di spazi che si hanno a disposizione. Le pagine di un libro sono finite, delimitano uno spazio nel quale bisogna contenere una storia dall’inizio alla fine. Una serie TV è l’opposto, ti dà a disposizione un’ora di tempo per episodio per dare vita a ogni piccola sfumatura.

Bruce Miller, nella seconda stagione di The Handmaid’s Tale  sceglie di ripartire dal non detto del romanzo della Atwood per dare spazio a ulteriori dinamiche nella storia.

Margaret Atwood viene sempre consultata per la sceneggiatura degli episodi della serie e asseconda con piacere le libertà creative che si prendono i creatori di The Handmaid’s Tale. Dopotutto anche se non volesse farlo, non potrebbe. La scrittrice infatti non ha nessun controllo legale sulla serie. Ha venduto i diritti cinematografici e televisivi del suo romanzo ai creatori del film The Handmaid’s Tale del 1990 con la sceneggiatura di Harold Pinter e Natasha Richardson.

 

 

 

 

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