Lo strepitoso settimo episodio riportava al centro della scena di The New Pope Jude Law. La verità, tuttavia, è che Lenny Belardo non è mai stato assente e ha rappresentato una costante silenziosa del papato di Giovanni Paolo III. Brannox ora è quindi chiamato a fare i conti con tutti i possibili scenari derivanti dalla notizia ufficiale del risveglio dell’altro papa.
La convivenza di due Papi al Vaticano è impossibile: solo uno dei due, infatti, deve essere riconosciuto come reggente. La macchina della politica e di tutte le sue dinamiche più sottili e insospettabili si attiva così sotto la guida del personaggio più esperto. Il cardinale Voiello (Silvio Orlando) torna prepotente protagonista dopo essere stato frettolosamente escluso dal potere di San Pietro da Giovanni Paolo III stesso. L’ex segretario di Stato svilupperà intrighi e strategie che fungeranno da filo conduttore per tutte le tematiche e problematiche affrontate nei precedenti sette episodi. Tutto, dunque, giunge al definitivo punto di svolta, al necessario dispiegamento che condurrà al gran finale.
Dopo una momentanea assenza dalla scena, il controverso Cardinale Voiello torna assoluto protagonista catalizzando l’attenzione e immergendosi nel vivo di un’atmosfera intrisa di intrighi. L’ombra delle stanze vaticane è il suo habitat naturale e in questo episodio diventa essenziale per orchestrare le strategie che porteranno al ritorno ufficiale di Pio XIII. Proprio quest’ultimo come prevedibile diventa uno dei due estremi del duo papale, incarnandone la versione più estrema e rivoluzionaria. Lenny, infatti, chiederà aiuto a Voiello per organizzare le mosse cruciali di quella che lui stesso chiamerà rivoluzione. Chi sono però i veri nemici? Lo schieramento da annientare è davvero quello che sembra? L’attentato al cuore della Chiesa, mostrato ingegnosamente, racchiude in sé tutti i temi e i timori dell’intero mondo occidentale. Basta un semplice fotogramma di The New Pope a Sorrentino per trovare le giuste sensazioni.
Lenny è pronto a dichiarare guerra agli estremisti che minacciano con prepotenza il mondo del cristianesimo. Brannox, tuttavia, appare più dubbioso, rispecchiando e confermando la sua natura più incerta, moderata ma non per questo meno efficace. Paolo Sorrentino, infatti, non chiede al pubblico di riflettere sulla necessità di un conflitto religioso bensì di mettere in discussione ogni certezza affrontata in The New Pope. Proprio con questo emerge la profonda riflessione del regista premio Oscar sulla natura umana e sulle sue mille ramificazioni. I due papi non possono essere più diversi e proprio attraverso le loro differenti reazioni si svilupperanno gli eventi dell’epilogo. L’episodio 8 diventa quindi motore di una conclusione che dovrà necessariamente epica. Soprattutto se preceduta da un episodio così complesso e interessante nei suoi giochi di potere sostenuti da un’impeccabile colonna sonora.
Il gran finale è dietro l’angolo e il colpo di scena non è da escludere. La certezza è che con questa nuova fase della miniserie, segnata proprio da una nuova sigla introduttiva, The New Pope dimostra di considerare finalmente più la sostanza che la forma.
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