X-Files 11x04: RECENSIONE - Mandela o Mengele? — Gogo Magazine
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Recensione

X-Files 11×04: RECENSIONE – Mandela o Mengele?

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X-Files 11×04. Ma come? Non vi ricordate di Reggie Something? Quello che ha creato gli X-Files? Chris Carter… questa volta ti sei proprio divertito. Torna, puntuale come sempre, la nostra recensione.

Le prime due puntate molto filosofiche. La terza, che voleva riprendere il vecchio stile, ha lasciato a desiderare. Potenzialmente intrigante e interessante si è poi chiusa in una bolla di sapone. E la quarta? La quarta si dichiara totalmente una presa per il culo… ma funziona, funziona proprio per questo: perché è apertamente finta.

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Reggie Something o… Reginald Murgatroid?

Chris Carter ha giocato tutto il tempo. Ha giocato con la trama, con il linguaggio, con i personaggi, con la sigla, con tutto l’universo X-Files. Ha giocato pure con noi spettatori. Tutto viene messo in discussione.

Reggie è un fottuto pazzo o un fottuto genio. Questo è il dubbio che ci accompagna durante tutta la puntata fino a sciogliersi nel finale. Reggie è un fottuto pazzo. È un paziente di un ospedale psichiatrico. Tutto chiaro? No, perché mentre l’ambulanza lo porta via, entra Skinner, scorge dentro, poi si gira verso Mulder e Scully e dice: “Dove diavolo stanno portando Reggie?“. E il dubbio torna.

X-Files 11×04: Effetto Mandela

Se nella terza puntata c’era stata una proliferazione abbondante di Doppelganger, in questa la proliferazione riguarda l’effetto Mandela. Applicato su tutto fino al parossismo. Per tenere il passo, Chris Carter ci dà, però, qualche indicazione. C’è una frase in particolare che sorregge tutto l’impianto:

Chi controlla il passato, controlla il futuro

Detta, ripetuta, attribuita a due persone diverse perché anch’essa filtrata sotto la lente dell’effetto Mandela. Orson Wells o George Orwell? Ovviamente è del secondo. È Reggie a distorcere la realtà. Si può dire che impersonifica lui stesso l’effetto Mandela. Durante la puntata dissemina le briciole del suo mondo distorto: Wells invece di Orwell, effetto Mengele invece di effetto Mandela, rasoio di Ozzie invece di rasoio di Occam. Lui stesso ha due nomi: Reggie Something e Reginald Murgatroid.

E qui Chris Carter inserisce l’effetto Mandela in X-Files. Repentino flashback della sigla leggermente cambiata e alcune scene dei più famosi casi di Mulder e Scully. Cosa c’è di diverso? C’è Reggie Something. Il terzo collega completamente dimenticato che ha addirittura creato la sezione X-Files.

Reggie è un fottuto pazzo o un fottuto genio? Chris Carter rimescola le carte in tavola inserendo un personaggio decisamente improbabile, fuori contesto, ridicolo ma fino a un certo punto. Stiamo parlando del Dottor “Loro”.

X-Files 11×04: Doctor “Loro”

Che sia inizialmente un’altra distorsione di Reggie? Beh, è quello che Chris vuole farci credere. Un omuncolo buffo che potrebbe essere uscito dalla copertina di “Strange Days” dei Doors sarebbe uno scienziato visionario in grado di poter manipolare la memoria collettiva? Ridicolo. Assurdo.

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Il Dottor “Loro”

Però. C’è un però. Mulder lo incontra, lo vede, ci parla. E allora? Allora Reggie è un fottuto genio. Il dottor “Loro” è reale e mette in crisi la realtà. Ogni evento – spiega a Mulder – potrebbe essere il risultato di una manipolazione della memoria collettiva. E dunque la storia di Reggie potrebbe essere vera… fino a quando ammette:

“Per dirla tutta… ha ragione. Io non posso controllare le menti delle persone. Ma non ne ho davvero bisogno a quanto pare. Serve solo qualcuno che creda ci riesca ed ecco seminato il seme dell’incertezza. Ho bisogno solo di un computer.”

Reggie torna un pazzo. Nessun effetto Mandela, nessuna manipolazione della memoria collettiva. Si tratta solo di disinformazione. Forse.

X-Files 11×04: Curiosità

Facciamo chiarezza. Il marziano perduto” non esiste! Non è il primo episodio di “Ai confini della realtà” e nemmeno un episodio della serie “Dusky World“… anche perché non esiste neppure quella. Eppure qualcosa di vero c’è!

Il marziano perduto” potrebbe essersi ispirato alla puntata 28 della seconda stagione di “Ai confini della realtà“: “Chi è il vero marziano?“. La scena finale che qui riproponiamo ha sicuramente delle similitudini con quella che si vede in X-Files 11×04: due uomini al bar, il cameriere che si toglie il cappellino e la cosiddetta colonizzazione aliena della terra.

O forse no. Forse c’è dietro il Dottor “Loro” e si tratta di un’altra manipolazione della memoria collettiva.

The truth is out there?

Formazione prettamente umanistica: dalla triennale in Lettere a Torino alla magistrale in Editoria e giornalismo a Roma. Appassionato di scrittura e cultura... e oramai da anni invischiato nel mondo delle serie tv.

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