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Hell in a Cell 2020: risultati e voti dei match disputati Hell in a Cell 2020: risultati e voti dei match disputati

Televisione

Hell in a Cell 2020: risultati e voti dei match disputati

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L’intrattenimento della WWE continua, nonostante le disposizioni e le restrizioni imposte dall’emergenza Coronavirus. Tra i numerosi PPV si è concluso da poco Hell in a Cell 2020, andato in onda Domenica 25 Ottobre. Trattasi di un evento in cui molti match vengono disputati all’interno di una gabbia che rappresenta – in un certo senso – il recinto entro il quale due o più lottatori devono darsi battaglia. Per questa edizione, in palio entrambi i titoli mondiali, quello femminile e quello degli Stati Uniti. A non essere in discussione, i titoli di coppia di entrambi i roster e quello intercontinentale. Ciononostante, non sono mancati colpi di scena e incontri di altissimo livello.

Hell in a Cell 2020: risultati e voti dei match

L’evento si è aperto come sempre con il cosiddetto Kickoff, match di entrata e di “attesa” prima della main card. Per questa serata si è scelto R-Truth in difesa della sua particolare cintura.

Kickoff: Single match per 24/7 Championship: R-Truth (c) vs Drew Gulak: il campione non cambia. Voto 6.

Si passa al primo incontro nella gabbia infernale, quello per designare il “capo tribù”, tra Romain Reigns e Jey Uso con una stipulazione diversa. Vince il primo che riesce a far dire espressamente all’avversario “mi arrendo” (I quit).

Single match per Universal Championship Hell in a Cell: Roman Reigns (c) vs Jey Uso (I quit match). Ancora una sfida di famiglia, con il campione pronto a metterla sul fisico e suo cugino samoano a cercare di avere la meglio sfruttando la velocità. Entrambi hanno dato il massimo e anche Jey è andato vicino alla vittoria, mettendo a dura prova il campione.
In un momento di evidente difficoltà, in cui Jey non riusciva a rialzarsi né a parlare, il mastino ha aggredito l’arbitro e ha continuato ad infierire sull’avversario. A salvare la situazione Jimmy Uso, che in lacrime ha pregato Roman di smettere. Così anche lui, piangendo, si è reso conto di aver perso il controllo. Dopo questo momento di commozione, il campione si è preso la cintura ed è andato via, abbracciando la sua famiglia. Voto 8.

Single match: Elias vs Jeff Hardy: un normale single match per una rivalità nata da poco, subito dopo il DRAFT e con delle basi poco solide. Match che si conclude con la vittoria di Elias per squalifica, poche mosse e aspettative non rispettate. Voto 5.

Hell in a Cell 2020: seconda parte

Il PPV targato WWE continua, mostrano altri due “Hell in a Cell match” (entrambi per i titoli principali, femminile e maschile) e un paio di incontri un po’ più deludenti.

Tra questi il Money in the Bank match: The Miz vs Otis: match confuso e veloce, Otis viene tradito dal suo ormai ex compagno Tucker e Mr. Awesome vince la valigetta. Voto 6.

Unico titolo femminile messo in palio, quello di Smackdown che sembra poter così far concludere una rivalità molto accesa. L’Hell in a Cell match per Smackdown Women’s Championship vede Bayley (c) vs Sasha Banks. Ex amiche e campionesse di coppia, pronte a lottare per gli stessi obiettivi: orgoglio e titolo. La sfidante va più volte vicina al pinfall, mettendo in difficoltà la campionessa. Tanti gli oggetti contundenti utilizzati, i quali hanno sicuramente alzato il livello di intensità della sfida. Tra questi, usato anche un estintore. Ad avere la meglio è Sasha Banks al termine di un incontro intenso, grazie ad una sottomissione implementata con la sedia. Diventando nuova campionessa, si vendica così sulla sua ex compagna. Voto 7.

Il single match per USA Championship di Bobby Lashley (c) vs Slapjack è stato sicuramente poco piacevole. Storyline mai creata, incontro utile solo per riempire la serata. A differenza del titolo intercontinentale, la cintura degli Stati Uniti viene messa in palio ma non cambia il campione. Lashley infatti batte l’avversario e mantiene saldo il suo regno. Voto 6.

Drew McIntyre vs Randy Orton: match da brividi

La serata si chiude in bellezza, grazie alla ormai prolungata rivalità tra Drew McIntyre e Randy Orton.

Anche qui Hell in a Cell match per WWE Championship: Drew (c) vs Orton. Faida che va avanti da tanto tempo, con i due che si sono scontrati in diverse occasioni. Terzo match nella gabbia della serata, con mr. RKO pronto a prendersi la cintura tanto ambita. Lo scontro inizia già al di fuori della gabbia per poi spostarsi sul quadrato. Non sono mancate sedie e gradoni d’acciaio per due wrestler capaci di tutto pur di aggiudicarsi la vittoria. Sicuramente astuzia ed esperienza sono in favore di Orton, ma la potenza fisica è più di Drew che però non riesce ad imporsi sul suo avversario, abituato a questi contesti e duttile in ogni tipologia di match.
Randy Orton, a match in corso, riesce a rompere la catena della porta ed uscire dalla cella, quasi a voler abbandonare il match. Drew lo insegue ma nello scontro ha la meglio Orton, il quale decide poi di arrampicarsi sulla gabbia, invitando con lo sguardo l’avversario.
Il match si proietta così al di sopra della gabbia, creando un momento suggestivo. I due decidono poi di scendere continuando a colpirsi fino a quando Randy Orton non fa precipitare McIntyre. Approfittando così del duro colpo inflitto all’avversario, schiantatosi sul tavolo dei commentatori, mr. RKO lo riporta sul ring. Incredibilmente Drew schiva la mossa finale e mette a segno una claymore, anche se chiaramente provato. Pronto a chiudere i conti, la seconda finish va a vuoto, con Orton che schiva a sua volta e restituisce il favore riuscendo a chiudere l’RKO e a portare a casa vittoria e cintura. Si ha così un nuovo campione WWE. Voto 9.

Sicuramente il match più bello di tutto l’evento che, probabilmente, mette fine alle ostilità tra i due.

Laureato in Scienze Umanistiche con indirizzo in Lettere Moderne, grande appassionato di scrittura, in particolare di poesia. Oltre a scrivere articoli di diverso genere, si è dedicato alla pubblicazione di alcune raccolte contenenti le sue opere. Attualmente è iscritto alla Laurea Magistrale in Giornalismo e Cultura Editoriale presso l'Università degli studi di Parma.

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