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Alex Polidori: intervista al doppiatore di Spiderman

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L’attore, doppiatore e cantante Alex Polidori ci ha permesso di intervistarlo a ridosso del nuovo film di Spiderman

L: Ciao Alex, grazie dell’intervista. Delle tante domande che ti farò iniziamo dalla più facile: come ti descriveresti con un aggettivo?

Alex: Senza “volermela tirare” direi versatile, perché penso di riuscire a fare diverse cose. Anche polivalente potrebbe andare.

L: Sei la voce ufficiale di Spiderman oramai dal “lontano” 2016, come sei stato scelto per la parte?

A: Sono stato scelto con un provino che ho fatto insieme a due colleghi, gli americani scelgono spesso una voce simile all’attore originale. Già avevo doppiato Tom Holland in Locke e in Heart of the Sea. Il provino l’ho fatto su una delle scene di Captain America Civil War usando una voce un po’ più alta, di testa. In Spiderman Far From Home, non so se hai notato, ma alcuni versi sono stati lasciati in originale, la mia voce è così simile che è difficile sentire quando cambia.

L: Quali sono le difficoltà nel doppiare un personaggio del genere?

A: Per Spiderman ho lavorato sotto la direzione di Marco Guadagno. La difficolta principale è mantenere la dizione e rendere tutto goffo, su di giri e veloce, “inciafogliato”, rendendo però tutto chiaro. Tom Holland è un bravissimo attore. Riesce a fare tante piccole espressioni facciali senza esasperarle e devo renderle con la voce anche io. Peter Parker poi, è impacciato e Spiderman più sicuro. Anche se è lo stesso attore è come doppiare due personaggi differenti nello stesso film!

L: Qual è la tua scena preferita dei film di Spiderman e quale in generale del Marvel Cinematic Universe?

A: Intendi parlando di doppiaggio? In generale io sono molto critico sulle mie performance quando poi mi risento e trovo sempre qualcosa da migliorare. Mi piacciono molto le scene “tristi” come per la parte dopo lo snap in cui Peter scompare nelle braccia di Iron Man. Anche le scene divertenti come quando in Homecoming Spidey combatte contro malviventi vestiti da Avengers mi hanno conquistato.

L: Qual è il personaggio che hai doppiato a cui sei più legato?

A: Tralasciando Spiderman sono legatissimo a Nemo per un fatto affettivo. Tra i film di animazione Koda fratello orso, che è stato molto più difficile da doppiare, parlavo molto di più di Nemo ed era un vulcano di parole dette veloci, di ironia, di empatia, c’era di tutto. È stata la prima mia lavorazione con Fiamma Izzo, avevo 8 anni, mi ha dato insegnamenti che ancora oggi mi porto dietro. Anche a Chiamami col tuo nome che è più recente sono molto affezionato.

Alcuni degli infiniti personaggi doppiati da Alex Polidori

Alcuni degli infiniti personaggi doppiati da Alex Polidori.

L: La tua passione per la musica come è nata?

A: È nata grazie a mio padre Silvano Polidori che è un musicista e cantante. Ha cantato un inno della Roma che è molto famoso, ancora viene utilizzato oggi nello stadio. Ha lavorato in piano bar, nei nightclub (non quelli con le donne nude, eh!), dove la gente veniva a bere e a sentire musica live. Ho sempre respirato la musica da quando ero bambino quindi, già appena nato mi poggiavano le mani sul pianoforte. In realtà io sono nato anche per colpa della musica perché i miei genitori si sono conosciuti durante lo Zecchino D’Oro. Mio fratello, Gabriele Patriarca, doppiatore di tra gli altri di Neville Paciock, vinse con “Il Coccodrillo Come Fa” e lì mia madre conobbe mio padre.

L: Il tuo singolo “Paranoico” sta avendo un buon successo online, come è nato?

A: Sì, sono molto contento, sto quasi per eguagliare a livello di views di Non lo faccio apposta, che però è uscito più di un anno fa. Su Spotify ha superato ogni singolo che ho fatto, non sono risultati da capogiro, certo, ma l’importante è migliorare sempre. Per me è meglio costruirsi una fama come cantante lentamente piuttosto che avere una crescita di un milione di follower da un giorno all’altro. Sono contento di crescere lentamente senza rischiare di dover gestire una fama repentina. Come è nato? Il singolo è nato dall’etichetta Cantieri Sonori, partita da una idea che abbiamo avuto in studio con marco cangiula fransco sponta e marco de Martino su cui ho sviluppato un testo. A me piace scrivere testi e canzoni su argomenti molto specifici di cui non si parla spesso, Non lo faccio apposta per esempio è incentrata sul mio arrivare in ritardo. Paranoico per esempio si basa su un mio attacco di ipocondria per un mio piccolo problema di salute passato. Sono un po “perbenista” ma sono così. Mi dicono spesso di scrivere su cose meno buone, che dovrei un po sporcarmi. Per me l’amore è il rimedio per tutto, se c’è una persona che ti fa sorridere, che ti fa stare bene, riesci a superare qualunque cosa. Nel video i bodyguard rappresentano l’ansia che riesco a superare per raggiungere l’amore.

L: Scegli uno dei due: musica o doppiaggio?

A: Cercherò di essere breve: perché non entrambi? In Italia c’è la concezione che se fai una cosa deve essere delineata e separata dal resto. Sono un doppiatore o un cantante? Io sono Alex, so fare entrambi. In America gli attori Disney, ma non solo, fanno sia da attore che da cantante che da ballerini ecc. Perché quindi bisogna scegliere in Italia? A volte a doppiaggio unisco i due mondi facendo doppiaggio cantato. Se un personaggio deve cantare spesso vengo chiamato perché sanno che posso fare entrambe le cose. Però se un giorno mi chiedessero se fare dieci film super famosi o dieci concerti in stadi giganteschi, togliendo il fattore soldi, sceglierei la seconda, perché c’è un contatto col pubblico diretto, sono emozioni diverse. Sono cosciente che la vita del cantante non è facile, ma è un prezzo che pagherei.

L: Quali sono i tuoi progetti futuri, se divulgabili?

A: Ci sono film importanti che usciranno in autunno di cui sono molto fiero. Doppierò ancora Timothée Chalamet (già doppiato in Chiamami col tuo nome e Ladybird) in un nuovo film di Woody Allen. È stato impegnativo perché l’attore è diventato un piccolo Allen visto che Timothée ha preso i vizi e le virtù del regista. Però è stata una lavorazione interessante e spero di aver fatto un buon lavoro. In “Il piccolo Yeti” farò invece uno dei protagonisti. Su Netflix mi trovate recentemente su Come vendere droga online. 

Ringraziamo Alex Polidori per averci concesso una così lunga intervista e vi ricordiamo che potete trovare tutte le canzoni e le novità di Alex Polidori su Facebook, Spotify e Youtube.

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