Spiderman Far From Home: Recensione — Gogo Magazine
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Cinema

Spiderman Far From Home: Recensione

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In Spiderman Far From Home, sequel del riuscitissimo film Spiderman Homecoming del 2017, ci ritroviamo in un viaggio tra le varie capitali europee contornate da minacce misteriose.

Dopo lo “snap”?

Col primo film di Spiderman nel mondo Marvel abbiamo ritrovato uno storytelling differente da ogni altra pellicola dei suoi colleghi supereroi. Il regista Jon Watts riuscì a legare un clima da teen movie a quello supereroistico degli Avengers, ricordandoci sempre che di fronte avevamo un ragazzino di 15 anni con i problemi insormontabili di quella età. Il sequel riprende in parte questa tematica fondendola con i nuovi suoi doveri da supereroe derivati da Avengers Endgame. Tony Stark non c’è più, ma per tutto il film è come se fosse presente a vegliare sul suo giovane prediletto. Peter Parker è tornato indietro con il “Blip” (il contrario dello Snap) e ritrova la sua classe, a parte qualche conoscente, della stessa età. Questo perché chi è tornato indietro dopo l’epurazione di Thanos non è invecchiato.

Misteryo Spiderman Far From Home

Mysterio in Spiderman Far From Home

Spiderman Far From Home innovativo come il primo?

La scrittura del film è buona, anche se non ispirata come quella del primo capitolo, e compie in modo egregio il suo lavoro. Il film è pieno zeppo di citazioni e rimandi all’ultimo Avengers alternati a buone scelte di regia inedite che permettono di godersi le acrobazie dell’uomo ragno. Manca però quella scena che ti fa dire ” Ah, questo proprio non me lo aspettavo!” come quando scopriamo l’identità del padre della ragazza che Peter vuole portare al ballo in Homecoming. Forse i trailer hanno svelato troppo del film prima dell’uscita. Il film, per quanto ci riguarda, è ambientato anche a Venezia, realizzata in modo molto fedele e curato, almeno nelle strutture. Le scritte invece, peccano per qualche erroraccio di troppo nell’italiano come “Parochia” scritto su un muro visibile in qualche scena. Al contrario del film precedente si è scelto di non tradurre i messaggi dei vari telefonini mostrati su schermo, dettaglio gradito in Homecoming.

Spiderman Far From Home

Spiderman che plana con la nuova tuta

Il cattivo del film, Mysterio, non riesce a essere memorabile come l’Avvoltoio di Michael Keaton, ma grazie alle sue illusioni permette di girare scene molto ispirate e creative.

Spiderman Far From Home rinnova la formula il tanto che basta per rendersi fresco e nuovo. Anche se forse indirizzato a un target leggermente più basso dei fratelli maggiori, si pongono le basi per rendere il personaggio di Peter Parker centrale nelle prossime storie del Marvel Cinematic Universe. Consigliato.

A proposito! Non perderti l’intervista ad Alex Polidori, il doppiatore di Tom Holland nel film che pubblicheremo nei prossimi giorni!

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