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The Hunt. film horror di Blumhouse e Damon Lindelof, Gogo Magazine The Hunt. film horror di Blumhouse e Damon Lindelof, Gogo Magazine

Cinema

The Hunt: un’irriverente satira… a salve | RECENSIONE

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Arriva su Rakuten TV l’ultima brillante produzione di Blumhouse, The Hunt, una satira a tinte gore firmata da Damon Lindelof.

In tempi di emergenza e di sale cinematografiche chiuse, i film riescono a raggiungere il grande pubblico attraverso le più comuni piattaforme di streaming. Anche molte pellicole pianificate per l’uscita in sala hanno quindi trovato canali alternativi alla tradizionale distribuzione. È il caso di The Hunt, ultimo lungometraggio prodotto dalla Blumhouse Productions e distribuito da Universal Pictures in esclusiva su Rakuten TV. Arriva, quindi, anche in Italia la satira a tinte horror firmata da Damon Lindelof che negli Stati Uniti ha fatto discuttere a lungo sulle sue tematiche. Il film, però, è all’altezza della sua fama?

Betty Gilpin nel film The Hunt, Gogo Magazine

Caccia all’uomo

Un gruppo di amici si scambia degli ironici messaggi su una chat privata in vista di un weekend da trascorrere insieme nella misteriosa location della Tenuta. Proprio nel parco di questa località si risvegliano dodici sconosciuti che apparentemente non sembrano aver niente in comune se non il fatto di essere dei bersagli viventi di un gioco spietato. Ognuno di loro, infatti, è costretto alla fuga da alcuni silenziosi e invisibili cacciatori. Tra situazioni assurde ed esplosioni gore, la corsa per la salvezza porterà alla luce la verità svelando il motivo di questo sadico gioco.

Negli Stati Uniti The Hunt ha letteralmente fatto infuriare Donald Trump. Il presidente, infatti, ha affidato al suo profilo Twitter degli infuocati commenti in merito a questa pellicola. Il film scritto da Lindelof (Watchmen) e da Nick Cuse, tuttavia, ha alimentato accese discussioni su ogni fronte della politica americana. Con tagliente lucidità, infatti, la sceneggiatura adatta in chiave moderna del racconto La partita più pericolosa scritto da Richard Connell e pubblicato nel 1924. Proprio come la storia originale, il film non si scaglia duramente solo contro i conservatori e non risparmia quindi i liberali. In particolare, un riferimento a Hillary Clinton è estremamente chiaro ed efficace. I componenti del gruppo delle prede, infatti, vengono soprannominati “spregevoli”, lo stesso nome con cui la candidata democratica si è rivolta ai sostenitori di Trump.

The Hunt e la cultura dell’odio

Dodici prede, dodici razzisti, spesso conservatori che odiano per professione: sarebbe stato facile e banale limitare la dura satira a questo lato della barricata. La sceneggiatura a quattro mani, sorretta dalla buona regia di Craig Zobel, sceglie invece di percorrere una strada ben più accidentata, ben distante dall’accomodante “via di mezzo”. Correndo il rischio di scontentare su più fronti, il film conduce una irresistibile critica a una società che a tutti gli effetti si basa sulla cultura dell’odio. Se, apparentemente, temi come razzismo e ossessione tutta americana per le armi sembrano temi predominanti nella prima parte, nel secondo atto il gioco di prospettive rende la narrazione ancora più interessante. Ogni situazione, anche la più surreale, alimenta un ritmo incalzante e travolgente che coinvolge senza troppa fatica conducendo il pubblico a un epilogo che, senza troppi scossoni, avrebbe potuto incorniciare un titolo imperdibile. Invece…

Hilary Swank in The Hunt, Gogo Magazine

The Hunt intriga, posiziona ogni dettaglio al posto giusto fino a un epilogo incoerente e, soprattutto, ingiustificabile. In poco più di venti minuti, la pellicola getta al vento tutto quello che ha minuziosamente costruito, spezzando definitivamente la tensione. La svolta finale, segnata dal prepotente ingresso in scena del nome più “forte” del ricco cast, non riesce infatti a supportare i toni dell’intero film. L’ultima sequenza affievolisce l’efficacia di una narrazione che, senza alcun filtro, per tutto il resto della sua durata non risparmia nessuno, giocando con pregiudizi, dinamiche del perbenismo e ogni forma di odio, anche la più sottile. The Hunt resta quindi un ottimo titolo capace di intrattenere e, per buona parte, anche di far riflettere. Questa caccia satirica, però, non centra l’obiettivo giusto al momento giusto.

The Hunt
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