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Sfera Ebbasta: da non avere nulla a “Rockstar”, cos’è cambiato nella vita del “trap king”?

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In solo due anni Sfera Ebbasta si è trasformato da emarginato della periferia milanese a “Rockstar”, ecco come è arrivato al successo.

Domani 19 gennaio 2018 è il giorno in cui uscirà “Rockstar”, il nuovissimo album del rapper italiano Gionata Boschetti, noto a tutti come Sfera Ebbasta. L’album in collaborazione con il suo producer di fiducia Charlie Charles avrà all’interno 11 tracce, di cui una insieme ad un artista internazionale Quavo.

Sfera Ebbasta presenta Rockstar

Una recente intervista a “Repubblica” ha dimostrato l’umiltà di Sfera Ebbasta e il suo progetto in corso, in quanto, fino a due anni fa era soltanto un artista emarginato della periferia milanese.

Perché “Rockstar”? Dalle parole del rapper si evince come in Italia, negli ultimi anni il rock sia andato calando, facendo spazio a nuovi generi musicali quali rap e trap, così facendo i nuovi rapper, grazie al loro stile di vita, sono divenuti le nuove rockstar.

Nei racconti di Sfera Ebbasta, il suo modo di eccedere si traduce in tanti fattori, ma poco nelle droghe, per non dare il cattivo esempio ai suoi followers, eppure non nasconde il suo fascino per la famosa “Purple Drank”, bevanda molto in voga tra i rapper americani. Come Sfera Ebbasta stesso ammette, in un certo senso si sente di essere un esempio per le persone che lo seguono eppure ribadisce di non voler dare lezioni a nessuno.

“Uno dei miei principi di vita e di arte è raccontare la verità, senza falsità”,

ecco ciò a cui pensa quando gli viene chiesto pareri su ciò che parla nelle sue canzoni. Fino ad un paio di anni fa i temi principali dei suoi brani si aggiravano intorno allo spaccio e alla violenza, invece ora che il suo paesino fuori Milano (Cinisello) lo ha quasi del tutto abbandonato, parla di argomenti molto più leggeri quali i soldi e la bella vita e lo si vedrà ben presto con l’arrivo dell’album, nel brano “bancomat”.

Alla domanda “Temi che la tua stella possa cadere?” Sfera Ebbasta comunica ironicamente il suo piano B di vita, ovvero aprire uno studio di tatuaggi, una professione appresa dopo un corso seguito, appena diciottenne.

L’intervista a “Repubblica” su Sfera Ebbasta ha poi spostato il tema di indagine in ambito album. Qui il rapper ha avuto l’occasione di spiegare gli interessanti ospiti delle sue canzoni nella versione italiana di “Rockstar” (Quavo, DrefGold) e quelli nella versione internazionale (Miami Yacine, Tinie Tempah). Grandi nomi che anno contribuito all’importanza del progetto.

Per concludere, Sfera Ebbasta ha voluto regalare qualche informazione in merito al suo prossimo tuor “Rockstar” che partirà ad aprile:

“Il 7 aprile dal Vox di Nonantola (Modena), poi un giro d’Italia tra Firenze, Milano, Roma, Bologna, Padova e Napoli. Le prevendite vanno benone e l’allestimento sul palco non lo anticipo, ma sarà epocale”.

Il rap in Italia è in continua espansione da qualche anno a questa parte e gli artisti come Sfera Ebbasta hanno contribuito in questo periodo alla grande rivoluzione musicale del bel Paese.

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