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Ariana Grande: E’ uscito Sweetener | RECENSIONE

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Dopo una lunga attesa è finalmente uscito il nuovo progetto discografico di Ariana Grande, Sweetener. 15 tracce per raccontare la nuova versione della giovane popstar. Ecco la recensione di Gogo Magazine!

Dopo oltre due anni dalla pubblicazione di Dangerous Woman, Ariana Grande porta a compimento un cammino iniziato con la pubblicazione del singolo No Tears Left To Cry. Dopo una lunga attesa, è finalmente uscito Sweetener, la quarta fatica discografica di Ariana.
Questo disco arriva dopo un periodo”tormentato” per la cantante di One Last Time.  Nel maggio 2017 Ariana era stata gravemente colpita da un attentato terroristico avvenuto dopo la tappa di Manchester del suo Dangerous Woman World Tour. Un evento tragico che la stessa artista aveva dichiarato aver avuto un forte impatto sulla sua persona.

Ariana Grande, Sweetener

 Sweetener risulta fin da subito un disco nato dalla volontà di una nuova evoluzione musicale da parte di Ariana Grande. Tuttavia questa evoluzione sembra, fin dal primo ascolto, presentare dei limiti.
Il quarto album in studio di Ariana si apre con la traccia acustica Raindrops (an angel cried). Il brano mette subito in chiaro e ricorda all’ascoltatore quale sia la potenza vocale di questa giovane ma grande voce.
Segue la prima delle tre collaborazioni che trovano spazio all’interno del progetto: Blazed, in coppia con Pharrell Williams. Il celebre produttore non crea, in questo brano, nulla di nuovo. Blazed potrebbe essere facilmente confondibile con uno dei suoi precedenti lavori.

Non fa in tempo a terminare la prima di queste collaborazioni che Ariana Grande torna all’attacco. Questa volta la star è in compagnia dell’amica di vecchia data Nicki Minaj. Sul brano c’è poco da dire. Com’era già stato detto alla sua pubblicazione, si tratta di uno dei brani meno riusciti dell’intera discografia di Ariana. The Light Is Coming non convince. Il pezzo sembra essere continuamente sul punto di sfociare in un grande ritornello pop ma preferisce rimanere sottotono.

La svolta del disco arriva con il brano God Is A Woman dove Ariana si cala nelle vesti della musica R&B, con venature Soul, che perfettamente si sposano con la sua voce.

Nella traccia successiva, Sweetener, torna la firma di Pharell Williams. Questa volta il cantante decide di rimanere dietro le quinte limitandosi solamente a qualche vocalizzo nel corso del brano.

Con Everytime si apre una parentesi dove trovano spazio alcuni tra i migliori brani dell’album di Ariana Grande. Everytime, Breathin e la già nota No Tears Left To Cry ci rimandano immediatamente all’R&B di God Is A Woman.

Borderline è l’ultima delle collaborazioni del disco. Questa volta è il turno di una delle icone indiscusse della musica rap, Missy Elliot. Nell’inevitabile confronto con The Light Is Coming questo brano vince a mani basse, degno di essere considerato la migliore collaborazione di Sweetener.

Con una breve Pete Davidson, Ariana lancia una piccola dedica al suo compagno di vita. Subito dopo, Get well soon chiude la quarta fatica discografica della cantante con oltre 30 secondi di silenzio sul finale. Questi attimi di silenzio Ariana li dedica alle vittime dell’attentato di Manchester.

Non destano particolare attenzione i brani R.E.M, Succesfull e Better Off.  Dopo qualche ascolto continuano a non catturare l’attenzione dell’ascoltare, ma tendono a rimanere delle tracce secondarie di questo progetto.

In conclusione, Sweetener mostra la chiara volontà di Ariana di voler far intraprendere alla propria musica una nuova strada che possa incrociare le nuove tendenza della musica mondiale. Nel fare questo tuttavia Ariana appare disorientata. Il risultato è un disco che difficilmente riesce a far nascere la voglia di un secondo ascolto. Il nuovo album, fatta eccezione per alcuni momenti, resta su un unico piano musicale, lontano anni luce dai potenti pezzi pop, R&B o soul del predecessore Dangerous Woman.

VOTO: 7/10

 

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