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Cara: “Spero di condividere presto nuovi pezzi del mio viaggio” (Intervista esclusiva)

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Anna Cacopardo, per tutti Cara, l’artista che sta spopolando dall’uscita di “Le Feste di Pablo”, brano in cui duetta con Fedez. Abbiamo avuto il piacere di intervistarla e di capire qualcosa in più del brano dominatore dei social e delle classifiche.

Lo scorso 10 aprile Cara e Fedez hanno pubblicato “Le Feste di Pablo”, brano da subito virale sui social che ha debuttato al #1 della classifica FIMI/GfK dei singoli più venduti.

Cara: Intervista esclusiva

Ciao Cara, non possiamo non iniziare dal singolo che ti ha portata in cima alle classifiche: Le Feste Di Pablo”. Ci racconti come è nato il pezzo?

Le feste di Pablo” è nata in team, nello studio del mio produttore D.whale. Il processo di scrittura è stato molto naturale e dettato da quella che è la realtà circostante. Una realtà sempre più ricca di stimoli che conducono a sensazioni differenti, tra cui il disorientamento. Questo stato d’animo è al centro delle feste di Pablo, le quali rappresentano proprio un bisogno naturale e parzialmente sempre inconscio di evasione. “Le feste di Pablo” è nata proprio da questo bisogno che inevitabilmente conduce ad una vera e propria fusione tra quella che è la sfera del reale e quella dell’immaginato.

Su Instagram Fedez ha raccontato che la vostra collaborazione è nata in modo spontaneo in studio, che effetto ti ha fatto ricevere l’interessamento di uno degli artisti italiani più famosi?

È stato un impatto molto forte e importante. Sono davvero felice di aver avuto sia uno scambio che, successivamente, una collaborazione con lui. È un passo molto importante per me, Fedez mi ha trasmesso davvero tanto entusiasmo e curiosità per ogni cosa, sia a livello umano che a livello musicale.

Per molti, quasi tutti, la quarantena ha significato isolamento e distaccamento sociale… Numeri alla mano, il tuo seguito sui social è cresciuto esponenzialmente dopo la pubblicazione di “Le Feste Di Pablo”, come stai vivendo questa popolarità che per ora si limita al mondo digitale?

La sto vivendo al meglio che posso. Cerco di rimanere concentrata sulle canzoni e di essere sempre carica al cento per cento, nonostante la situazione surreale in cui tutti attualmente ci troviamo. Sicuramente affronto diversi stati emotivi, passo da uno all’altro velocemente, perché comunque sono tanti gli stimoli che sto ricevendo e un po’ perché per natura sono portata a farlo. Questa altalena di sensazioni per me è però fondamentale per conservare sempre tantissima energia e per migliorarmi costantemente.

Restando in tema quarantena, cosa ti manca maggiormente tra le cose che non possiamo fare? E (in uno scenario ipotetico) cosa preferiresti tra tornare in studio ed esibirti in un live?

Quello che più mi manca è la semplice frenesia del quotidiano e tutti gli stimoli che ne derivano. Ovviamente annessa a questa mi mancano gli amici e tutte le persone con cui l’ho sempre condivisa e con cui la tornerò a condividere. Mi manca anche il contatto che avviene tramite gli sguardi sconosciuti nella metro o in piazza Duomo a Milano in pieno centro. Più di tutto, mi manca la libertà di poter scegliere e auto definire i miei spazi e movimenti. La libertà di mettermi un paio di cuffiette e fare un giro sui Navigli sola, al tramonto, o di andare il sabato sera in una discoteca piena di gente. Sono tante le cose che mi mancano ma, riassumendo, mi manca tutto ciò che decora la vita. Quelli che sono i dettagli essenziali di questa.

Per quanto riguarda la scelta tra studio e live direi che mi mancano entrambi allo stesso modo, ma ora come ora potermi esibire e connettere con un pubblico penso che mi regalerebbe un’emozione incredibile.

Hai già qualcosa di programmato per il futuro?

In questo momento la mia priorità sono le canzoni. Sto continuandolo ad elaborare nuove idee e spero di condividere presto nuovi pezzi del mio viaggio. Voglio rimanere stupita io in prima persona ad ogni passo di questo percorso bellissimo.

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Grazie Cara per aver risposto alle domande e a presto!

Direttore editoriale di Gogo Magazine e co-fondatore del progetto. Co-conduttore del GogoPod e appassionato di storytelling fin da quando non sapevo cosa significasse.

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