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Recensione

Chicago Fire 7×05: Recensione – Rancori, rimpianti e parole taciute

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Il quinto episodio di Chicago Fire, per quanto resti ancora piuttosto statico nelle sue storie, nei ritmi e in parte anche nelle chiamate d’emergenza, fa progredire la sua trama attraverso i rapporti tra i protagonisti, che si caricano in questa fase di nuovi rancori, portano in scena vecchi rimpianti e a volte sembrano ricalcare anche i soliti errori celando nelle parole taciute i pensieri più onesti.

La settima stagione di Chicago Fire si trova al momento in una condizione di parziale immobilità: cercando di stabilizzare infatti i diversi cambiamenti affrontati, la serie sta vivendo in questa fase una particolare staticità, mai così debole da annoiare ma neanche colma di quella verve adrenalinica che ha caratterizzato le precedenti stagioni, attive anche negli episodi più ordinari.

Ad una leggera debolezza nella trama Chicago Fire oppone però una sempre viva e intensa caratterizzazione dei protagonisti le cui relazioni e personalità suppliscono in questi momenti all’eccessiva regolarità delle storie.

Chicago Fire appare dunque in questo frangente alla ricerca di una nuova stabilità nella sua identità più autentica. Lo stesso focus dedicato in questo episodio al Molly’s e alla sua importanza ormai imprescindibile nella vita dei vigili del fuoco della caserma 51 sembra voler ricongiungere la serie con alcuni pilastri delle sue origini mentre al tempo stesso si cerca di intensificare e dare personalità a un nuovo capitolo che forse deve ancora mostrare il suo vero potenziale.

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Chicago Fire 7×05: Il potere delle parole del passato

Il braccio di ferro tra Wallace Boden e Jerry Gorsch raggiunge in questo episodio di Chicago Fire un nuovo punto di rottura e si rivela in realtà nella sua effettiva natura vendicativa. Il personaggio di Gorsch continua ad affermarsi in questa prima parte di stagione piuttosto monodimensionale, più di quanto lo siano stati in passato le precedenti nemesi della caserma 51 ma per quanto l’evoluzione sia stata in fondo minima, la sua avversione nei confronti di Boden diventa ora più apertamente cinica, la morsa in cui cerca di intrappolarlo più stretta e il rischio che l’intera caserma corre più concreto.

Gorsch viene ritratto in questa fase di Chicago Fire come il risultato di rancori accumulati nel tempo, di fallimenti di cui Boden viene considerato responsabile e di parole che hanno messo radici nella sua memoria rendendolo in un certo senso una pedina di facile impiego per una personalità più sveglia e manipolatrice come quella di Grissom, che al momento aleggia in Chicago Fire come una presenza subdola e silente.

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Il distacco tra le personalità di Boden e Gorsch che Chicago Fire porta in scena è quasi imbarazzante nella sua evidenza ma proprio per questa ragione diventa ancor più frustrante notare le asfissianti ingerenze del vice commissario, assistere alla sua vendicativa determinazione nel voler intrappolare Boden in un vicolo cieco e testimoniare la sua espressione trionfante quando crede di esserci riuscito.

Ma veterano ormai di questi conflitti, nonostante metta costantemente in conto le conseguenze delle sue decisioni e delle sue azioni sulle dinamiche della caserma 51, Boden non si tira indietro, forte del supporto dei suoi uomini, e all’iniziale scelta diplomatica segue inevitabilmente una presa di posizione i cui effetti colpiranno Chicago Fire nel prossimo futuro.

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Chicago Fire 7×05: Il sapore amaro dei rimpianti

A svolgere un ruolo potenzialmente chiave nella faida tra Boden e Gorsch in questo episodio di Chicago Fire è stato Kelly Severide, forse in parte ancora coinvolto nella vicenda a causa del suo vecchio legame con Grissom. Custode infatti di un’ultima possibilità per liberare Boden dalla morsa costante in cui Grissom lo sta chiudendo tramite il suo vice, Kelly si ritrova faccia a faccia con suo padre Benny dopo la drammatica escalation del loro rapporto problematico nella passata stagione di Chicago Fire.

Rivedere Kelly e Benny insieme in un ennesimo confronto che rende evidente quanto i due uomini siano profondamente uguali e diversi riporta anche a galla tutti i rimpianti e i rimorsi che riempiono il loro rapporto, tutti quei momenti persi, le parole taciute e le incomprensioni insuperabili che hanno avvelenato nel tempo un legame danneggiato fin dal principio di cui ora non restano che le ceneri. Il momento condiviso dai due Severide nell’ultimo episodio di Chicago Fire ha un sapore amaro, nostalgico, che in un certo senso ha anche proiettato una strana ombra sul loro futuro, come se potesse venir meno da un momento all’altro anche la possibilità per Kelly e Benny di provare a ricostruire una relazione.

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Il supporto che Kelly dimostra a Boden in questa fase di Chicago Fire è totale, incondizionato, leale, ma c’è qualcosa nella sua essenziale caratterizzazione che lo avvicina a Benny e a tutti quei lati di lui che Kelly per primo ha sempre rinnegato. L’incapacità di aprirsi emotivamente con le persone a lui più vicine, la tendenza involontaria ad auto-sabotare la propria stabilità, l’abitudine a tacere e nascondere i propri sentimenti, sono tutte proiezioni di Benny che Kelly presenta da sempre nella sua personalità e per quanto provi ad allontanarle, sembrano costantemente in agguato e pronte a minare le sue relazioni più serie.

Il modo in cui Severide ha gestito già nel precedente episodio di Chicago Fire la crepa nella relazione con Stella è sintomatico di un atteggiamento tipico per Kelly, di una sfiducia radicata in lui che lentamente lo allontana anche dagli affetti più intensi e reali. Per quanto Stella riesca ancora a raggiungerlo nella sua parte più oscura e solitaria e a leggere facilmente in lui tutti i tormenti che lo inseguono, esiste ancora un lato di Severide quasi inaccessibile, una ferita che risale proprio al suo rapporto con Benny e che non si è mai davvero rimarginata.

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Chicago Fire 7×05: Nuove conoscenze

Le due persone che più hanno subito il contraccolpo dell’addio di Gabriela Dawson sono le stesse che in questo episodio di Chicago Fire si sono aperte a nuove conoscenze, seppure con le dovute differenze.

Se la reporter che accompagna Casey in un’indagine approfondita su una serie di incendi sospetti rappresenta per il momento solo la possibilità, si spera ancora lontana, per lui di aprirsi a una relazione futura, nel momento in cui lo status del suo matrimonio con Gabby verrà definito, è in realtà l’evoluzione del rapporto tra Sylvie e Emily l’aspetto più solare dell’ultimo episodio di Chicago Fire.

In un irresistibile tentativo di prendere le difese di Emily dopo un appuntamento finito male, Sylvie scopre un nuovo lato della sua collega ma ciò che davvero trova in realtà è la volontà di conoscerla meglio e di cominciare a costruire con lei un legame in grado di compensare ciò che è andato perso.

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Chicago Fire continua a viaggiare su un percorso regolare, senza mai raggiungere davvero vertici di tensione, alla ricerca forse di una nuova stabilità e in attesa probabilmente di abbracciare in pieno il potenziale di questa stagione.

Chicago Fire: A volatile mixture - 7x05
6.5 Reviewer
0 Users (0 voti)
Pro
Profonda la caratterizzazione di Kelly Severide e l'attenzione
dedicata allo spirito di squadra è costante, così come la lealtà
nei confronti di Boden. Bella l'evoluzione del rapporto tra
Sylvie Brett e Emily Foster.
Contro
La storyline e il personaggio di Gorsch appaiono statici e
monodimensionali. La serie al momento manca d'incisività drammatica.
Conclusioni
Si tratta di un episodio regolare, a tratti sottotono e ripetitivo ma con una costante attenzione rivolta a tutti i protagonisti.
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