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Doctor Who 11: Focus e opinioni del cast sul nuovo TARDIS

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In attesa del terzo episodio dell’undicesima stagione di Doctor Who, in onda questa sera sulla BBC, torniamo a concentrarci su un elemento fondamentale e imprescindibile di questa serie, l’iconico TARDIS, presentato nella sua nuova versione proprio la scorsa settimana. Guardiamolo un po’ da vicino e raccogliamo alcune opinioni a riguardo.

Il Dottore e il TARDIS si sono riappacificati e il loro unico legame ha rappresentato l’anima del secondo episodio dell’undicesima stagione di Doctor Who, dedicato in fondo al ritorno a casa di tutti i protagonisti, compreso il Tredicesimo Dottore, riunita finalmente con l’unica casa che abbia mai desiderato.

Centro nevralgico della storia di Doctor Who, il TARDIS sembra vivere in simbiosi con i cambiamenti vissuti dal Dottore e, proprio come lei ora, presenta un nuovo volto, completamente rivoluzionato e distante da tutto ciò che è stato fatto precedentemente, una “ri-decorazione” che questa volta le piace!

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Radio Times, una delle maggiori fonti ufficiali per Doctor Who, ci ha guidati in un tour più completo del TARDIS, accompagnati da Arwel Jones, lo scenografo responsabile della creazione del nuovo ambiente interno della celebre cabina blu della polizia. “Doveva essere un po’ come l’armadio per Narnia”, ammette Jones, soffermandosi innanzitutto proprio sull’ingresso del TARDIS, che presenta ora delle pareti interne che richiamano proprio i lati della cabina, prima di essere introdotti nell’infinito spazio interno tramite un corridoio che porta alla console.

Prendendo il testimone dal compianto Michael Pickwoad, creatore dell’interior design del TARDIS per Matt Smith e Peter Capaldi, il “nuovo” TARDIS di Arwel Jones sposa il clima di rivoluzionari cambiamenti abbracciati dalla nuova era di Doctor Who, eliminando una serie di elementi classici come le famose “cose tonde” o gli spazi ampi ma definiti a favore di un’illusoria dimensione interna che non ha limiti. “Volevo giocare con la parte della Dimensione nell’acronimo [che forma la parola TARDIS, ossia Time And Relative Dimension In Space], non costruendo delle vere pareti. È infinito all’interno e questo lo rende ancora più epico!”, ha spiegato Jones, presentando la sua visione di un elemento imprescindibile del nuovo Doctor Who.

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Inevitabilmente però, l’assenza di apparenti confini interni e di spazi definiti immerge il nuovo TARDIS di Doctor Who in un’atmosfera più oscura e angusta, con specchi luminosi e pareti mobili che permetteranno continue modifiche di episodio in episodio. Si tratta quindi di un TARDIS in parte “work in progress”, di cui potremo vedere nuovi aspetti nel prossimo futuro di Doctor Who.

Anche la console centrale del TARDIS presenta alcuni cambiamenti rilevanti, riprendendo i colori e le forme del cacciavite sonico e ponendo nel suo mezzo un enorme cristallo del Tempo che nella visione di Jones è custode di tutta l’energia di cui il TARDIS si avvale per viaggiare oltre lo spazio e il tempo. E come il precedente episodio di Doctor Who ha mostrato con entusiasmo, la console presenta anche piccoli dettagli irresistibili che impreziosiscono la scena come la piccola riproduzione luminosa della cabina (risultato di una stampante 3D) e il personale dispenser di biscotti.

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Pochi cambiamenti hanno invece colpito l’aspetto esteriore del TARDIS, troppo caratteristico e storico per essere stravolto ma comunque nuovo a modo proprio per l’undicesima stagione di Doctor Who, con il celebre cartello dallo sfondo nero anziché bianco e una nuova sfumatura di blu su tutta la cabina, mentre è scomparso il logo della St. John Ambulance. “C’è qualcosa nell’aspetto di quella cabina che la fa sembrare fantastica ovunque la metti, sul bordo di una scogliera o nel bel mezzo del deserto”, riconosce Jones, evidenziando effettivamente quanto il TARDIS sia una straordinaria costante di Doctor Who e della sua storia eterna.

Il dispenser di biscotti è la parte del suo nuovo TARDIS che Jodie Whittaker predilige, ammettendo anche di essersi commossa quando ci è entrata per la prima volta accompagnata dai produttori esecutivi di Doctor Who, Chris Chibnall e Matt Strevens. Entusiasta ed emozionato come un bambino che entra nel TARDIS per la prima volta, Tosin Cole è ipnotizzato dalle pareti mobili e vorrebbe sperimentare ogni bottone sulla console. Mandip Gill invece trova il TARDIS insolitamente “più piccolo” all’interno ma è affascinata dalla funzionalità concreta della console mentre Bradley Walsh elogia proprio l’inedito ingresso della cabina.

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Dai colori caldi e autunnali (caratterizzanti principalmente la console), il nuovo TARDIS appare al momento meno “domestico” di quanto lo fosse in precedenza in Doctor Who, affermandosi per ora più come autentico “mezzo di trasporto”. Con sfumature più misteriose e oscure che avvolgono l’interior design, l’assenza di definiti spazi interni crea in fondo un distacco tra l’ambiente e i suoi inquilini, mancanti in questo modo di tutte quelle stanze e quegli accessori che in passato hanno permesso al Dottore e soprattutto ai suoi Companion di rendere quella cabina più grande all’interno una casa a tutti gli effetti.

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Doctor Who ritorna questa sera sulla BBC con il terzo episodio della stagione, intitolato semplicemente “Rosa”.

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