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Recensione

The Walking Dead 10×09 – Recensione: “Vite spezzate dalla rabbia”

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In seguito ad una lunga attesa, parecchia era la curiosità nei confronti del ritorno di The Walking Dead, con il nono episodio della sua decima stagione. Gli eventi che ci hanno separati dai nostri beniamini hanno alzato la posta aumentando la tensione generale e chiudendo tutto quanto nel buio di una nuova fuga, apparentemente disperata.

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Questo episodio nove di The Walking Dead 10 riprende esattamente da dove gli eventi si erano chiusi, riportandoci nel buio caotico della grotta in cui erano finiti Daryl e company. La situazione è estremamente complicata e il nervosismo quasi tangibile, soprattutto intorno a un personaggio in particolare: Carol.
Moltissimi degli sviluppi introspettivi di questa decima stagione ruotano intorno a Carol, a quello che sta passando, alla sua sofferenza e alla risposta “umana” che sta vivendo in relazione a quanto le è accaduto, a quanto è accaduto al ragazzo che lei considerava suo figlio.

In questi ultimi sviluppi di The Walking Dead la ritroviamo, infatti, totalmente fuori controllo, quasi agli antipodi della “macchina della morte”, fredda e distaccata, che eravamo soliti vedere in scena. Stiamo lentamente riscoprendo una sensibilità tutta particolare che forse è sempre stata lì, in attesa di uscire fuori, forse repressa da tutte le battaglie che il personaggio stesso ha vissuto nel corso di tutto il suo viaggio.

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A fare da sfondo a tutto questo la continua lotta con in Sussurratori. Questo episodio può tranquillamente dividersi in due strade, da una parte il gruppo di Daryl che lotta per la sua sopravvivenza, dall’altra gli sviluppi interni al gruppo di Alpha.

Questa infatti, dopo aver appreso dell’ennesimo sconfinamento dei protagonisti, ha intuito che fra i suoi ranghi si nasconde una spia. Sarà proprio Negan a individuarla e a metterla sulla strada giusta, guadagnandosi qualcosa che… Va ben oltre la semplice fiducia.

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Fiore all’occhiello di questo episodio sono, la regia, i movimenti di camera attenti ad ogni dettaglio ed espressione dei protagonisti e la fotografia, in particolar modo le scene girate al buio, ricche di un’intensità claustrofobica e soffocante accentuate dalla scrittura dei personaggi sempre coerenti. Fuso a tutto questo un’interpretazione in particolare merita qualche parola: quella di Melissa McBride (Carol, appunto). La credibilità delle emozioni che la travolgono continuamente, fusa ad un finale amarissimo, rendono la sua interpretazione fondamentale per il mood generale dell’episodio stesso.

Ho sempre trovato nella scrittura un qualcosa di mio: il poter esprimere quanto ho dentro, parlando di argomentazioni che amo, penso sia un'obiettivo di vita importantissimo. Studente in Lingue, culture, letterature e traduzione, dopo la pubblicazione di due romanzi ho intrapreso la strada del giornalismo senza guardarmi dietro.

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