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Lenovo, le previsioni: nel 2018 due miliardi di dollari da smartphone e tablet

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All’apertura dell’anno fiscale 2018 il CEO Lenovo svela i piani aziendali in termini di obiettivi economici. Non solo per gli addetti ai lavori. Anche questo, infatti, è marketing, e può avere il suo effetto.

Lenovo si dà l’obiettivo di un miliardo di dollari di fatturato per l’anno fiscale 2018, con la vendita del device intelligenti (leggi smartphone, tablet e smartwatch) di nuova generazione. Vale la pena di ricordare, a proposito di smartphone, che Lenovo ha rilevato il marchio Motorola.

Mentre OnePlus coinvolge gli utenti nei propri piani promozionali (leggi qui), Lenovo più tradizionalmente fa da sé. All’apertura dell’anno fiscale 2018 (che comincia ad aprile e termina a marzo dell’anno successivo), in Cina, martedì scorso, Yang Yuangqing, presidente e CEO dell’azienda, ha dichiarato che “intellignece” sarà il nuovo segno distintivo.

Lenovo sede

Una sede di Lenovo

La “distinta” prevede 2 miliardi di dollari di ricavi dalla vendita di prodotti tra software e altri servizi. L’azienda mette in conto progressi nei PC, servizi per prodotti mobile, data center e intelligenza artificiale. In particolare, i servizi a valore aggiunto by Lenovo per i PC potrebbero crescere di un punto percentuale.

Il business dei data center, nelle speranze di Lenovo, dovrebbe portare nelle casse del colosso cinese 1.5 miliardi di dollari, e la clientela delle soluzioni intelligenti per l’industria verticale (cioè nell’ambito di una singola linea di prodotto) crescerà di oltre tre volte.

Numeri e termini da addetti ai lavori. Ma Lenovo come i maggiori competitor nel settore hi-tech ci tengono anche a diffondere queste informazioni. Quasi a mostrare le proprie potenzialità a vantaggio dei consumatori finali e a potenziale svantaggio dei concorrenti diretti. Si tratta di trasmettere l’immagine di un’impresa attiva, in buona salute economica e ambiziosa. Per tranquillizzare – o anche entusiasmare – i primi e preoccupare i secondi.

Sarebbe interessante tra un anno confrontare i numeri dichiarati con quelli che saranno effettivamente ottenuti. Per capire quanto le dichiarazioni d’intenti siano poi effettivamente rispettate.

 

Fonte: ECNS

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