Pokemon Spada e Scudo Recensione — Gogo Magazine
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Pokemon Spada e Scudo Recensione Pokemon Spada e Scudo Recensione

Nintendo Switch

Pokemon Spada e Scudo Recensione: un accanimento terapeutico

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Vediamo nella nostra recensione come se la cava la Game Freak con il suo primo vero videogioco principale per console da casa, Pokemon Spada e Scudo. 

All’annuncio di una nuova generazione di Pokemon i fan della serie ritrovano l’interesse per il brand. Questa generazione, l’ottava, esce per la prima volta su una console (anche) da casa, Nintendo Switch. La console che ha dato i natali ai capolavori Mario Odissey e The Legend of Zelda Breath of The Wild. Le aspettative erano alte, ma come avrete già capito dal titolo della recensione non sono state soddisfatte se non in minima parte. Come ha potuto fallire il franchise di maggior incasso della storia?

Il gioco parte subito con la scelta del personaggio, stavolta tramite dei piccoli quadretti con varie carnagioni e colori di capelli. Appena finito si viene teletrasportati in una arena dove il Presidente della Lega Rose ci mostra il campione Dandel in una presentazione che nei capitoli passati spettava al professore di turno. Lo scopo del gioco torna ad essere la conquista della lega tramite le otto medaglie consegnate dai rispettivi capopalestra. Tra una battaglia e l’altra nelle palestre dei piccoli facili minigiochi rendono la formula più varia. La meccanica principe della generazione, o anche gimmick, è la Dynamax, una mastodontica proiezione del Pokemon in battaglia che nei casi derivati dalla Gigamax cambia anche forma. Dire addio alle Mega Evoluzioni e alle mosse Z delle due vecchie generazioni è però un colpo al cuore per i fan delle passate feature.

Pikachu Gigamax

Pikachu Gigamax

Pokemon Spada e Scudo: grafica in ritardo di dieci anni.

Il primo grande problema del gioco è la grafica. La resa del titolo si mantiene buona nelle zone cittadine ma cade nella scarsa sufficienza per quanto riguarda i (pochi e più che lineari) percorsi e l’intera zona delle Terre Selvagge. Le città sono curate e ben ispirate, ma vuote. I NPC non sono visibili da lontano, ma appaiono con un fastidioso pop-in mano a mano che si avvicina la telecamera. Non c’è mai stata nella storia dei giochi Pokemon una regione con città meno popolate. L’esplorazione delle stesse è talmente povera da occupare non più di mezz’ora l’una.

Sotto l’aspetto delle lotte la grafica, con i dovuti aggiustamenti come upscalare le texture dei Pokemon e qualche oggetto in più sullo sfondo, rimane esattamente quella di Pokemon Sole e Luna. I modelli poligonali dei Pokemon sono gli stessi identici modelli di Pokemon X e Y del 2013, come pure le animazioni. Ci ritroveremo ancora quindi Pokemon saltellare sul posto per dare un DoppioCalcio invece di avvicinarsi all’avversario e code che non scodinzolano in caso di ColpoCoda.

Gli sfondi delle zone più lontane durante la lotta sono sgranati, sempre se ci sono. Sì, infatti in molti posti gli sfondi mancano o sono sbagliati, e vi troverete per esempio teletrasportati in una schermata di un bosco dopo aver pescato un Pokemon in riva a un fiume. Gli allenatori, da Sole e Luna presenti nelle schermate di lotta, con alcune mosse scompaiono nel nulla per poi ricomparire finito il turno. Le mosse, migliorate graficamente, ancora non partono dal corpo del Pokemon, ma da punti prefissati non legati alla specie o alla fisionomia del mostriciattolo.

Altra nota stonata sono le dimensioni dei Pokemon non coerenti con le descrizioni del Pokedex, il grande Wailord diventa una piccola balenottera incapace di mostrare le sue colossali dimensioni nonostante la presenza del fenomeno Dynamax. Inoltre il ciclo giorno notte è presente in pochi percorsi e città. Mancanze tremendamente gravi in un titolo per console casalinghe, visto che in questo caso va giudicato in tal senso. Sappiate che però nel lontano 2006 Pokemon Battle Revolution, con più Pokemon dell’attuale Pokedex, riuscì a gestire tutte queste problematiche risolvendole e restituendo animazioni piene di vita e realistiche. Davvero un peccato per l’approdo della serie su console fissa.

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In Pokemon Spada e Scudo la realizzazione del mondo di gioco lascia spesso a desiderare.

Pokedex? Meglio CurryDex e figurine!

Nei nuovi titoli, lo saprete tutti oramai, non sono presenti tutti i Pokemon. Non solo non sono presenti nella regione, ma non sono trasferibili tramite servizi complementari come nelle generazioni precedenti. La scelta motivata dal “rifinire modelli e animazioni” cozza con i modelli riutilizzati e animazioni insufficienti spesso non all’altezza di un gioco per console casalinga. Il taglio dei mostriciattoli crea un precedente nella serie che deluderà molti fan storici. In compenso però durante il PokeCampeggio si possono creare mischiando vari ingredienti molti tipi di curry da collezionare nel CurryDex. Altri collectibles del gioco sono le card della Lega per ogni allenatore, figurine dei personaggi in posa che sul retro presentano informazioni sulla vita di chi ne è raffigurato. Bastano per sostituire i Pokemon mancanti? A mio immodesto parere no.

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Mischiando vari ingredienti si possono creare varietà di curry in quantità.

I Pokemon

Le nuove creature partorite dal direttore artistico per la prima volta occidentale, James Turner, sono una buona aggiunta al roster della serie. Certo alcuni Pokemon sono meno ispirati degli altri, ma ciò non pregiudica un buon livello di design in generale. Tra le nuove forme di Galar e tra i Gigamax troverete di certo nuovi mostri da aggiungere ai preferiti. Da notare però come gli esemplari “umanoidi” su due zampe e antropomorfizzati siano molti di più delle passate generazioni.

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I nuovi Pokemon presenti nel gioco conquisteranno molti fan.

Gameplay

La formula come già detto è la solita: scelta del Pokemon iniziale, lotta nelle palestre, sconfitta del (ridicolo) team malvagio e cattura del leggendario di copertina. Novità assolute e più che apprezzate la possibilità di saltare i tutorial, il poter cambiare la natura dei Pokemon e la gestione dei Box dalla squadra di Pokemon. Il fenomeno Gigamax con le uniche animazioni ben realizzate del gioco trasforma la lotta in un vero spettacolo per gli occhi. I giganteschi stadi aggiungono una nuova dimensione a delle battaglie nelle palestre.

I banner pubblicitari nelle arene spesso hanno i CapiPalestra come testimonial! L’emozione di combattere con una folla che ti fa il tifo aggiunge realismo alle battaglie della regione. I CapoPalestra di Pokemon Spada e Scudo sono abbastanza ostici da combattere e spesso la vittoria è decretata dall’utilizzo del fenomeno Dynamax.

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I giochi non brillano di certo per nuove animazioni.

Pokemon Spada e Scudo: comparto sonoro

La realizzazione dei brani del gioco è stata ispirata dai generi più in voga e caratteristici della Galar del mondo reale: l’Inghilterra. Quasi tutti i temi principali entrano in testa piacevolmente accompagnando l’esperienza nel migliore dei modi. Da notare la presenza nel post game di un brano composto dal creatore di Undertale, Toby Fox. I pokemon con un verso reale campionato da una voce in questa generazione sono Pikachu, Eevee e Meowth.

Gigamax Meowth

Gigamax Meowth

Pokemon spada e scudo – Considerazioni finali

I fan più appassionanti leggendo questa recensione, che ricordo è totalmente soggettiva, potranno dire che non si gioca a Pokemon per la grafica. Potranno dire che non si gioca a Pokemon per la trama. Potranno addirittura anche dire che non si gioca a Pokemon per catturarli tutti visto che ne sono stati tagliati ben 500 insieme a 144 mosse. Allora perché si gioca a Pokemon? La risposta la ha solo chi rimarrà soddisfatto da questo nuovo titolo che somiglia molto a un Sole e Luna con meno funzionalità. Le dichiarazioni della Game Freak, le scuse inverosimili e le bugie hanno solo peggiorato una situazione già difficile. I fan meritano di meglio.

Sito ufficiale

Trama
Gameplay
Comparto Tecnico
Sonoro
Comparto Artistico
Colonna Sonora

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