L'ultima festa di Cosmo, la più bella di tutte | RECENSIONE
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L’ultima festa di Cosmo, la più bella di tutte | RECENSIONE

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Cosmo ha dato vita ad un evento unico: 12 ore di musica no stop e 9.500 persone. Noi ci siamo stati e ve lo raccontiamo in tutta la sua bellezza.

Oggi è il 4 febbraio 2019 e già c’è stato il concerto dell’anno, almeno così si vocifera. Chi ha partecipato all’ultima grande tappa del Cosmotronic sa di aver assistito ad una festa irripetibile e unica. Cosmo è riuscito a “fare tutto in un unico concerto” come si augurava lui stesso in “Bentornato”.

Cosmo il 2 febbraio 2019 ha dato vita ad un live che ha chiuso il lungo viaggio (90 date) di “Cosmotronic” e lo ha portato ad un livello superiore. Il cantante di Ivrea ha riempito per la prima volta un palazzetto, non uno qualsiasi, ma il Mediolanum Forum di Assago, la più grande area concerti d’Italia, da sempre abituata ad altri suoni ma che per l’occasione si è trasformata in un grande club. Solo Cosmo poteva riuscire in questa impresa e il risultato è stato epico.

Cosmo_ForumCosmo day

La giornata di sabato è stata battezzata con il nome di Cosmo day. Un giorno dedicato interamente alla musica e al divertimento e che lascia poco spazio all’autocelebrazione. La festa ha avuto inizio sul Cosmotrain, un treno Italo che ha viaggiato a suon di musica da Roma a Milano, passando per Firenze e Bologna. I dj di Ivreatronic (collettivo di cui fa parte Cosmo) hanno suonato per tutta la durata del viaggio e hanno riscaldato gli animi e i cuori di chi si dirigeva a Milano per il grande concerto.

Cosmo ha pensato proprio a tutto e oltre al treno offerto ai suoi fan, ha piazzato al merchandising, 300 vinili numerati e autografati contenenti due brani inediti che non verranno mai replicati in altri formati. Una vera chicca da collezionisti a cui si va ad aggiungere a un altro oggetto creato per l’occasione, una t-shirt in edizione limitata con la stampa “GODERE”. Chiaro riferimento al testo di una delle sue canzoni più belle, “Dicembre”: “Tu, volevi solo godere | È questa la libertà”. Insomma le premesse sono le migliori e fanno credere che quella di sabato possa essere una giornata speciale che non si replicherà poi così tanto facilmente.

12 ore di musica no stop

Le porte del Mediolanum Forum si sono aperte alle ore 18:00 e la gente quando è entrata, si è trovata davanti ad un dj set già avviato. La promessa fatta da Cosmo è stata mantenuta e i dj di Ivreatronic, tra cui ricordiamo Enea Pascal e Ciao Splendore, fanno ballare le persone che poco a poco riempiono l’immenso spazio. Alle 20:00 è il turno di M¥SS KETA, la rapper che in un ora di esibizione riesce a infuocare il pubblico e creare l’atmosfera giusta per accogliere l’arrivo di Cosmo.

“Te lo ricordi il 2 febbraio 2019? Io sì”. È con queste parole che Cosmo dà avvio all’interludio che apre il concerto vero e proprio. Un discorso dal futuro che assume le sembianze di un flashback e che ha la funzione di rassicurare i fan su quello che stanno per vivere:

“Quel posto lontano da casa mia, quel posto enorme mi sembrava troppo grande per me. Ma non lo era per noi e, mentre tutti quei pensieri si intrecciavano tra loro, qualcosa stava per accadere. Anzi, stava già accadendo”

È il primo di tre lunghi discorsi che di fatto sono pause parlate che dividono il concerto in tre capitoli attraverso cui Cosmo ripercorre la sua carriera.

Il primo brano è “Cazzate” e Cosmo appare visibilmente emozionato, la voce gli trema e i passetti di danza sono limitati all’essenziale. Cosmo continua con altri due pezzi finché non è il turno di “Le voci” e del primo ospite a sorpresa, Marracash che nel break strumentale rappa due strofe di “Nuovo Papa”.

Il Forum si trasforma in un club

È il momento di uno dei brani più potenti di Cosmo, “Tristan Zarra” e il cantautore ci tiene a precisare che ora ha davvero inizio il casino e chiede a gran voce: “Lo facciamo cadere sto posto?”. Il forum si anima al grido di “Festival, polizia polizia”. Durante “Ho vinto” le luci si spengono e salta l’audio, tutto fa pensare ad un guasto tecnico, ma ecco che parte il secondo interludio:

“La certezza della fine mi rende leggero e presente. Nel 2013 sono diventato per la prima volta papà, non dimenticherò mai quel giorno. Era da un po’ che mi ci preparavo, certo in modo diverso rispetto alla mamma. Quell’esplosione però mi lasciò completamente devastato. Quel giorno ho visto da vicino l’inizio”

Cosmo appare al centro del parterre, su una piattaforma sopraelevata, in un buio totale. Inizia a cantare a cappella “Esistere” per poi accompagnarla con i suoni prodotti dalla console. Inizia così un momento magico, sicuramente il più intimo di tutto il concerto che prosegue con “Le cose più rare” e termina bruscamente con un vero e proprio set elettronico che spara in sequenza i brani del secondo disco di “Cosmotronic”. Cosmo è lì, al centro del Forum, con la sua felpa luminosa piena di led, ed è circondato da un buio che viene rischiarato da una sequenza di luci magistralmente studiata nei minimi dettagli. I Visual, Christoph Schneider e il collettivo Pfadfinderei, riescono a trasformare il Forum in un enorme club.

Cosmo

Attraverso l’impianto luci viene messa in scena la volontà di Cosmo di scomparire a favore del suo pubblico. Non è usuale vedere il cantante al buio e la platea illuminata per un lasso di tempo che esula dalla fulminea frazione di secondo. Nella cultura clubbing non ci si mette in mostra e Cosmo lo sa bene. Ad un concerto del genere, le emozioni più forti si provano quando si balla, non quando si è fermi a guardare il frontman mediante lo schermo del cellulare. La sensazione che si ha è che tutti la pensino allo stesso modo, perché dal parterre al terzo anello del Forum si crea un flusso continuo di gente che danza senza sosta. Forse è il momento più memorabile di tutta questa esperienza cosmica.

“Va tutto bene, sì tutto normale | questo lo dici tu”

Cosmo a questo punto decide di intraprendere la strada breve per tornare sul palco principale e sceglie di cimentarsi in un sorprendente stage diving. Tutto torna alla normalità e con “Lunedì di festa” in duetto con Gioacchino Turù, inizia la parte cantata che ha come protagonisti i grandi pezzi che hanno reso Cosmo conosciutissimo. Con “Quando ho incontrato te” anche la gente capitata lì per caso (poca), si anima senza remore.

“Tu balli e lo prendi per mano | Poi diventi una goccia di sudore”

È il momento dell’ultimo capitolo di questo greatest hits e dopo aver parlato di vita e di morte, col il terzo interludio, Cosmo fa riferimento all’attualità attraverso un elogio al piacere:

“Abbiamo bisogno di conoscerci, sperimentarci, modificarci. Abbiamo bisogno degli spazi affollati, come sempre nella storia dell’uomo ci sono stati. Non di armi di difesa personali. Non di decreti che uccidono l’aggregazione. Abbiamo bisogno di sicurezza, non di controlli. Abbiamo bisogno di incontrarci, abbiamo bisogno di scontrarci, abbiamo bisogno di condividere, abbiamo bisogno di impossessarci del nostro tempo, del nostro corpo, dei nostri pensieri. Costringiamoci a vivere, non a lavorare. Abbiamo bisogno della politica del piacere. È un cazzo di gioco, inventiamoci nuove regole. Il mondo non è né della finanza né dei fascisti, apriamo i confini, i porti, apriamo le gabbie. Contaminiamoci.”

Queste parole fanno riflette e l’applauso collettivo scatta in automatico. D’altronde chi è che non condivide una politica del piacere incentrata sul futuro? È un’esortazione votata all’impegno, in cui passione e consapevolezza coesistono in uno psichedelico turbinio. Ne è la chiara dimostrazione “Angelo Blu”, eseguita da Cosmo insieme ad Achille Lauro e Boss Doms.

“Arriva l’amore non capisco più niente”

L’ultimo atto si anima delle hit “Sei la mia città”, “L’amore” e “Animali” che altro non sono che un’esplicita dichiarazione d’amore, in tutte le sue forme. È un viaggio senza interruzioni che senza dare il tempo di prendere fiato, continua con “Turbo”, durante il quale appare Calcutta a suon di “È divertente, non costa niente”. Arriva così il tempo dei ringraziamenti, Cosmo è felice e non fa niente per nasconderlo. Salgono sul palco tutti gli ospiti della serata e partono “L’ultima festa” e “Disordine”, in un atmosfera goliardica e leggera che si dipana in tutto il palazzetto. I sorrisi stampati sulle facce delle persone, grondanti di sudore, sono la dimostrazione che la Festa è riuscita e non la si scorderà tanto facilmente.

La scaletta del Cosmotronic

  • Cazzate
  • Bentornato
  • Regata 70
  • Le voci (con Marracash)
  • Tutto Bene
  • Dicembre
  • Tristan Zarra
  • Ho vinto
  • Esistere
  • Le cose più rare
  • Ivrea Bangcok
  • Attraverso lo specchio
  • Nel mezzo della notte
  • Tu non sei tu
  • L’impossibile
  • L’altro mondo
  • Lunedì di festa (con Gioacchino Turù)
  • Quando ho incontrato te
  • Angelo Blu (con Achille Lauro)
  • Sei la mia città
  • L’amore
  • Animali
  • Turbo (con Calcutta)
  • L’ultima festa
  • Disordine

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Qui vi abbiamo svelato tutto quello che non sapete su Cosmo

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