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Tyler in una scena del trailer di 13 Reasons Why 2 Tyler in una scena del trailer di 13 Reasons Why 2

Netflix

13 Reasons Why 2: Yorkey risponde alle polemiche sulla scena finale

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Proseguono le proteste verso 13 Reasons Why 2. Dopo la distribuzione su Netflix della seconda stagione il 18 maggio, non si placano le organizzazioni che vogliono mettere fine alla serie. E il pubblico sembra iniziare a essere d’accordo.

13 Reasons Why 2 è una serie che vuole denunciare il bullismo e i problemi adolescenziali, o solo un prodotto che vuole scioccare e fare audience? E’ questo che iniziano a chiedersi molti spettatori del programma, che lentamente stanno unendo la loro voce a quella del gruppo conservativo  American Parents’ Television Council, che chiede la sospensione della serie dopo 13 Reasons Why 2, e la non realizzazione della terza stagione, di cui le riprese dovrebbero iniziare a breve.

Il punto focale dell’indignazione del pubblico e degli enti è la scena di grande violenza presente nell’ultimo episodio di 13 Reasons Why 2, con vittima Tyler, che anche noi, all’interno della nostra recensione, avevamo  giudicato come troppo brutale, forzata e inutile. Come riporta news.com.au, molti utenti hanno iniziato ad attaccare 13 Reasons Why 2 attraverso Twitter, chiedendosi quale fosse l’esigenza di inserire un momento così brutale nella trama, e accusando gli sceneggiatori di aver dato più peso alla voglia di scioccare il pubblico, in vista dei nuovi episodi, piuttosto che denunciare la violenza nelle scuole.

Tyler in una scena del trailer di 13 Reasons Why 2

Tyler in una scena del trailer di 13 Reasons Why 2

BRIAN YORKEY RISPONDE ALLE CRITICHE SUL FINALE DI 13 REASONS WHY 2

Se quindi contro la prima stagione, che affrontava la tematica del suicidio e del bullismo e del cyberbullismo nel contesto scolastico, solo gli enti e le scuole si erano veramente indignati, adesso con 13 Reasons Why 2 la protesta sembra essersi allargata, quasi come se il patto implicito tra pubblico e sceneggiatori riguardo al valore del prodotto, fosse andato a distruggersi. Brian Yorkey, produttore esecutivo dello show, ha risposto a questi commenti:

“Ci stiamo impegnando nel fare uno show che racconti storie vere sulle vite dei ragazzi, in maniera decisa come possiamo. Capiamo assolutamente che questo significa che alcune delle scene dello show saranno difficili da guardare. Ma il fatto è che scene così intense e così forti portano a reazioni forti, portando a comprendere meglio le esperienze di chi queste cose le vive veramente. Quando parliamo di qualcosa che definiamo come “disgustoso” e forte da vedere, spesso questo significa che colleghiamo la vergogna a questa esperienza. Non vorremmo confrontarci con questo, vorremmo che stesse al di fuori di noi. Questo perché le storie di questi ragazzi che subiscono violenza non sono abbastanza raccontate. E questo è perché le vittime impiegano molto tempo a chiedere aiuto. Noi crediamo che parlarne sia molto meglio che restare in silenzio”.

Lo showrunner ha inoltre sottolineato che la volontà di raccontare la violenza subita da Tyler nell’ultimo episodio di 13 Reasons Why 2 sia legata al fatto che la violenza sessuale dei maschi contro i maschi all’interno degli istituti scolastici sia fortemente diffusa, ed era giusto iniziare a parlare anche di questo.

Toscana trapiantata a Roma, dopo un percorso in organizzazione e comunicazione di eventi culturali, mi sono laureata in Media Studies presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Classe 1993, ho una grande passione verso il mondo dell'entertainment! Da "Kebab for Breakfast" a "Westworld", da "Cloud Atlas" a "Bastardi Senza Gloria", da "Le situazioni di Lui e Lei" a "One Piece", la produzione culturale mi ha accompagnata per tutta la vita, ed ora ho quindi deciso di scriverne e parlarne su Gogo Magazine!

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