His Dark Materials è davvero un capolavoro? Ecco le nostre impressioni dopo la premiere
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His Dark Materials è davvero un capolavoro? Ecco le nostre impressioni dopo la premiere

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Il primo episodio della serie HBO “His Dark Materials” è stato mostrato in anteprima mondiale al Lucca Comics & Games 2019, si tratta di un capolavoro?

Si è tenuto l’altro ieri al Lucca Comics & Games l’evento speciale di Sky Atlantic, dedicato alla presentazione del suo palinsesto per la nuova stagione televisiva. In un alternarsi di trailer e brevi dietro le quinte a cui abbiamo avuto la fortuna di assistere è stato anche proiettato, in anteprima mondiale, il primo episodio di His Dark Materials, serie britannica coprodotta da BBC One & HBO e distribuita in Italia proprio da Sky.

Tratta dal primo libro della famosa trilogia di Philip Pullman, la serie rappresenta il secondo tentativo di adattamento dopo il mediocre film del 2007 e arriverà in Italia il 1 Gennaio 2020. Il cast, guidato dal regista e sceneggiatore Jack Thorne, vede la giovane Dafne Keen (già apprezzatissima in Logan) nei panni della protagonista Lyra Belacqua, Ruth Wilson in quelli di Marisa Coulter e il talentuoso James McAvoy nelle vesti di Lord Asriel.

Di seguito vi parleremo di tutto quello che ci ha convinto (e non) di questo primo episodio, mostratoci in lingua originale al Cinema Astra di Lucca. L’articolo è completamente spoiler free, dunque non andremo ad analizzare nel dettaglio la trama.

Una volta accomodatoci in sala, His Dark Materials ci è stata presentata come la nuova Game of Thrones, un’affermazione decisamente coraggiosa accolta con un leggero brusio da parte dei circa 550 spettatori. “Una serie fatta dai fan per i fan” e ancora “Un adattamento completamente differente da quello del 2007“. Parole coraggiose che per quanto possano essere state accolte con cautela, hanno finito per innalzare ulteriormente l’asticella delle aspettative.

Ma senza dilungarci troppo, His Dark Materials è o non è un capolavoro? Beh, se dovessimo azzardare una risposta basandoci esclusivamente su quanto visto durante la premiere, non potremmo che dirvi di si. Il primo degli otto episodi che comporranno la prima stagione ha innanzitutto messo in chiaro una cosa: questa non è una serie low budget. Il pilot inizia infatti a mostrare i muscoli sin dai primi minuti, quando l’affascinante sigla di apertura impila dei meravigliosi e coloratissimi universi l’uno sull’altro, e continua raddoppiando e triplicando grazie all’alternanza tra le meravigliose animazioni in computer grafica dei daimon e l’impressionante mole di originali costruzioni steampunk.

Seppur la recitazione mantenga sempre livelli decisamente alti – con interpretazioni eccelse soprattutto da parte della giovane protagonista e del piccolo Lewin Lloyd – a sorprendere sono proprio i daimon, gli animaletti che nell’immaginario di Pullman rappresenterebbero l’anima del suo possessore. Vedere la martora di Lyra, Pantalaimon, muoversi nell’ambientazione in maniera così spaventosamente realistica è un conto, ma addirittura sentirla parlare con un doppiaggio così curato (e un lip sync quantomeno ineccepibile) è davvero da brividi.

Altra nota di merito va alla sceneggiatura e ai dialoghi, sempre attenti a fare in modo che anche lo spettatore meno ferrato in materia riesca a comprendere perfettamente la trama. Anche le musiche di Lorne Balfe (già applaudito per Ad Astra) accompagnano bene l’episodio, ma le vere star rimangono i costumi di Carole McCall, sempre coerenti e mai eccessivamente sfarzosi.

Il più grande pregio di His Dark Materials però, superiore a qualsiasi altro complimento che possa esserle fatto, è anche la regione per cui sembri possibile, con le dovute cautele, parlare di capolavoro. La serie infatti non è mai, mai noiosa. Molti show televisivi necessitano di qualche puntata per introdurre i personaggi, la storia, le ambientazioni, e finiscono per diventare capolavori solo dopo un determinato lasso di tempo. L’adattamento di Jack Thorne invece parte spedito e intrattiene per un’ora, senza avere mai tempi morti.

Ci troviamo dunque di fronte al pilot perfetto? Certo che no. Queste oscure materie, questo il titolo italiano, rimane un fantasy, e da tale conserva qualche difetto del genere. Senza addentrarci negli spoiler, possiamo anticiparvi che la serie vi chiederà ogni tanto di chiudere un occhio su qualche piccola ingenuità, e allo stesso modo di accettare passivamente l’esistenza di qualche goffa regola che potrebbe infastidire gli spettatori maggiormente attenti ai dettagli.

His Dark Materials parte forte, mettendo in campo un’ambientazione curata nei minimi dettagli, delle animazioni da fare invidia alle grandi produzioni hollywoodiane e un cast di tutto rispetto. La serie è già stata rinnovata per una seconda stagione e sembra in grado di poter reggere il confronto con il top di gamma, attualmente rappresentato da Game of Thrones, ma come tutti i grandi progetti dovrà dimostrare di essere in grado di poter mantenere alto il livello.

His Dark Materials parte forte e non è impossibile che finisca per rimanere schiacciata sotto il peso delle aspettative, ma se fossimo dei grandi appassionati dei libri di Pullman, questo è esattamente il tipo di rischio che vorremmo la seria corresse. La fiducia è un capitale che si perde con una singola giocata e Jack Thorne si è assunto una grande responsabilità con questo adattamento, per sapere se l’avrà vinta però dovremo però aspettare il debutto ufficiale della serie, in programma il 1 gennaio 2020 in esclusiva su Sky Atlantic.

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