Game of Thrones 8x03- Recensione "Combattere per i vivi"
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Game of Thrones 8×03- Recensione “Combattere per i vivi”

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L’attesa verso questo episodio di Game of Thrones in particolare ha bruciato la curiosità di moltissimi, sia per il fatto che è da mesi che si parla della battaglia che è stata realizzata per questa stagione, definita come “la più monumentale mai vista” ed anche come la “battaglia più lunga della serie”, sia per l’hype emotivo generato dagli eventi che hanno colorato i dettagli precedenti…

Prima della lettura è giusto precisare che la seguente recensione includerà nella sua trattazione alcuni spoiler dell’episodio, pertanto vi invitiamo a non procedere alla lettura senza aver prima visionato il tutto.

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Questo terzo episodio di Game of Thrones otto si apre riprendendo a piene mani l’estenuante attesa che ha chiuso gli sviluppi del secondo episodio, trasportandoci fin dal principio negli sguardi preoccupati e proiettati al futuro di tutti i personaggi che stanno preparandosi per quanto avverrà. L’ansia è così tagliente da riuscire a tagliare lo schermo in tanti piccoli pezzi, fino a sparare l’introspezione silenziosa di ognuno direttamente addosso allo spettatore.

Mentre l’oscurità avanza un volto dal passato riemerge insieme ad una luce che irradia la speranza di tutti, Melisandre, Proprio questo personaggio ci conduce verso una delle prime tematiche di questo terzo episodio di Game of Thrones 8, ovvero la Fede. La Fede non è di certo una delle energie principali a muovere aspirazioni politiche di chi partecipa al Gioco del Trono, eppure in una circostanza del genere diventa qualcosa di vitale per tutti, unico barlume in una notte che è ben distante da qualsivoglia strategia.

Ecco che Melisandre e quello che rappresenta acquista una tangibilità e una sua coerenza con il  mondo narrativo e non soltanto agli occhi degli spettatori, ma anche davanti a quelli dei protagonisti che ne restano a bocca aperta.

La battaglia comincia portandosi dietro una dura realtà: la morte non si ferma davanti a nulla. L’ondata nera che avvolge l’esercito di Grande Inverno fino a sommergerlo nel sangue e nella violenza più folle, conduce moltissimi fra i protagonisti a realizzare sul serio quanto sta accadendo e contro cosa si stanno battendo, mutando i loro sguardi e frantumando le loro sicurezze.

Uno degli elementi cardine, però, a serpeggiare fra le fila dei nostri, restano i legami che hanno costruito durante lo svolgersi di Game of Thrones. I legami, il rispetto reciproco e l’amicizia, spingeranno tutti loro a combattere ed a resistere.

Lo scontro è così duro che i draghi stessi vengono messi in difficoltà, anche Daenerys, prontamente protetta dal suo Jorah, si ritrova sul campo di battaglia in balia degli eventi e della follia. In tutto questo Melisandre continua a snocciolare una chiave di lettura particolare per quello che sarà un evento chiave, alimentato da un sacrificio fondamentale, quello di Beric Dondarrion.

Contemporaneamente a tutto questo moltissimi protagonisti fondamentali di Game of Thrones sono al sicuro nelle cripte, luoghi in cui si respira una tensione continua mista a rabbia verso quanto accade all’esterno. Qui abbiamo un delicato ritrovarsi fra Tyrion e Sansa che nel momento più oscuro ritornano uniti facendo intendere qualcosa…

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Grande Inverno è totalmente avvolta in un inferno di sangue, fuoco, urla e morte che continua ad avanzare col passo deciso del Re della Notte ormai oltre le mura, a pochi passi da Bran in attesa nel Giardino degli Dei. Theon attua la sua scelta finale raggiungendo una redenzione definitiva.

La rassegnazione generale soffoca in un silenzio generato dalla resurrezione di amici e cari e mentre sono a pochi passi l’uno dall’altro ecco che Arya conferisce l’ultimo stralcio di veridicità alle parole di Melisandre pugnalando il Re con la lama che aveva dato inizio ad ogni cosa, lama consegnatale da Bran stesso nella stagione precedente.

L’esercito dei non morti cade, la morte avvolge di lacrime i caduti e il futuro piange i suoi eroi.

Ho sempre trovato nella scrittura un qualcosa di mio: il poter esprimere quanto ho dentro, parlando di argomentazioni che amo, penso sia un'obiettivo di vita importantissimo. Studente in Lingue, culture, letterature e traduzione, dopo la pubblicazione di due romanzi ho intrapreso la strada del giornalismo senza guardarmi dietro.

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