Peaky Blinders 5 - Recensione: "Il Cambiamento, la Storia e l'Oscurità"
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Peaky Blinders 5 – Recensione: “Il Cambiamento, la Storia e l’Oscurità”

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L’attesa verso la quinta stagione di Peaky Blinders è finalmente giunta al capolinea dato che il tutto è stato reso disponibile su Netflix anche in terra nostrana. In questo periodo si è parlato parecchio del futuro della serie, sia attraverso interviste, sia attraverso dichiarazioni che video. Proprio tramite i trailer i fan hanno potuto cominciare a speculare ed assaporare ciò che adesso è a portata di mano.

Peaky Blinders

-La strada dei Peaky Blinders avanza, trascinandosi dietro qualcosa di ingombrante:

Questa quinta stagione di Peaky Blinders si apre con un evento storico fondamentale (Il crollo del ’29) dimostrando ancora una volta come la narrazione riesca agilmente a fondere elementi reali alla fantasia dell’autore, adattando gli sviluppi in un contesto che resta sempre sospeso in un limbo interessante. Al centro di tutto troviamo nuovamente Tommy Shelby, questa volta però fin dalla sua primissima scena comprendiamo immediatamente che l’uomo ambizioso che tutti conosciamo ha incrementato ulteriormente i suoi tormenti, che intorno ad un fuoco, nel freddo e la nebbia, diventano quasi tangibili riverberi di un tempo che fu.

La trama parte dal 1929 appunto, e questo la dice lunga su uno degli elementi fondamentali a dipingere gli sviluppi: Il Cambiamento.

Il cambiamento è un qualcosa che non soltanto spinge in avanti l’Inghilterra rappresentata, a livello stilistico e a livello politico, ma che impatta sulla banda stessa e sugli elementi che la compongono, infrangendosi in una visione che vuole portare avanti la “nuova generazione”, in questo caso rappresentata da Michael.

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La situazione non è dunque delle più facili, con tutti questi stimoli e stravolgimenti la paranoia diventa un altro punto focale intorno a cui i nostri protagonisti si costruiscono. L’ingente perdita iniziale di denaro condurrà i Peaky Blinders a tornare sui propri passi, a indietreggiare con gli affari fino a sporcare quelle mani che adesso sono abituate a tutt’altro tipo di ambiente, tornando nuovamente in quel tipo di oscurità che forse credevano alle spalle ma che probabilmente non li ha mai abbandonati del tutto.

A partire dalla paranoia fusa al potere si muovono gli eventi di una storia che fra soffiate, sfiducia e paura, approda in un finale che lascia di stucco e che si perde in un campo, fra la stessa nebbia dell’inizio, il passato e un peso che continua a schiacciare e schiacciare…

-L’estetica dei Peaky Blinders:

Andando oltre la storia questa quinta stagione si conferma per quanto concerne la ricercatezza tecnica generale. La regia e i movimenti di camera tendono a valorizzare a pieno un ambiente studiato nel dettaglio che, insieme ad una fotografia a tratti evocativa e onirica, costruiscono quella poesia intangibile tipica della serie.

Basti pensare ali dettagli estetici della scena del Balletto a casa di Tommy, al modo in cui il parallelismo tra il “cigno” sul palco si fonde con l’azione che sta avvenendo in giardino, alla rabbia di un gesto istintivo e al sangue che affiora sul terreno, oppure alla scena in cui Arthur incontra l’amico della moglie, in cui lo sfregia mentre da una grande finestra affiora una luce quasi divina in perfetto contrasto con l’azione che abbiamo davanti.

-I personaggi, Peaky Blinders vecchi e nuovi:

Come al solito è il carisma degli interpreti con i loro personaggi a farla da padrona.

Peaky Blinders 5 ci mostra, ad esempio, un Tommy Shelby (Cillian Murphy) sempre più logorato dalla vita che ha scelto, sempre più schiacciato dalle conseguenze della sua ambizione e dal potere che ha ottenuto, tanto da temere continuamente di perderlo, di perdere “la sua corona”. Non dorme più e parla con l’amore della sua vita, o con quello che quelle visioni parrebbero essere. Lo vediamo finalmente entrato in politica, lo vediamo approdare in un mondo in cui dovrà confrontarsi con nuovi mostri, mostri sconosciuti e ben di versi da quelli della strada e questo lo porterà in un baratro tutto nuovo nel quale è difficile restare a galla.

Anche con Arthur Shelby ci troviamo davanti ad un uomo al limite, Arthur è sempre stato piuttosto “rotto” e in bilico, in questa stagione lo vediamo confrontarsi nuovamente con la “bestia” che lo divora da dentro, in un viaggio che forse lo condurrà ad un certo tipo di accettazione o comunque a una parziale resa. In seguito alla perdita della moglie il suo viaggio non sarà affatto facile, perdita che invece di cambiarlo in meglio lo avvicinerà ancora di più al fratello.

Michael invece è uno dei personaggi che più lasciano il segno in questo Peaky Blinders 5. Lo vediamo perdere i soldi col Crollo del 29, lo vediamo sposato, lo vediamo sotto esame dalla famiglia per una soffiata, lo vediamo farsi manipolare dalla questa moglie ed aspirare ad un distacco dalla banda, aspirare al comando di una nuova generazione forse migliore e più sofisticata di quella che abbiamo imparato a conoscere. Sarà proprio lui a lanciare i dadi che forse ispireranno una futura “guerra” familiare, il passato e il futuro sul campo di battaglia…

Peaky Blinders


Photographer: Robert Viglasky
© Caryn Mandabach Productions Ltd. 2019

Fra gli altri personaggi troviamo visi conosciuti e nuovi, come quello di Aberama Gold, valorizzato dall’ottimo lavoro di Aidan Gillen, Alfie Solomons e il suo enigmatico modo di essere e di porsi, interpretato da un ottimo Tom Hardy, Finn Shelby, fratellino più piccolo con ancora parecchio da imparare, interpretato da Harry Kirton…

Importante è anche il confine tra i mariti Shelby e le mogli, la risposta di queste donne alla vita che hanno scelto, alle conseguenze di queste vite che naufragano in un dolore che non smette di inondare i loro occhi.

Degno di nota è il personaggio di Oswald Mosley, interpretato da Sam Caflin. Questo personaggio rappresenta un momento preciso della storia inglese, rappresenta in tutto il suo essere un’ideologia che ci siamo lasciati alle spalle parecchio tempo fa e che ha procurato dolore a milioni di persone: il Fascismo. Il suo modo di parlare, i suoi gesti, gli sguardi la sua essenza tutta rappresenta proprio quel tipo di visione non soltanto politica che ha afflitto il mondo non troppi anni fa, trasponendo la narrazione e le azioni di Tommy stesso su un livello che sembra distaccarsi dai personali interessi, mostrando un certo tipo di umanità forse inedita nel protagonista stesso.

Dunque la quinta stagione di Peaky Blinders riesce a confermare la qualità che questa serie ha sempre cercato di conservare, il tutto attraverso una storia e dei personaggi che non si trovano soltanto ad affrontare i propri demoni interiori, ma anche la Storia stessa con tutte le sue ingiustizie e incoerenze.

Peaky Blinders 5 - Recensione:
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Pro
-Fotografia e ambientazione studiate.
-Scrittura dei personaggi credibile.
-Fusione di elementi storici con la narrazione interessante ai fini di un impatto più realistico.
Contro
-Alcuni personaggi non hanno troppo spazio, rischiando di diventare troppo marginali.
Conclusioni
La quinta stagione di Peaky Blinders riesce a confermare la qualità che questa serie ha sempre cercato di conservare, il tutto attraverso una storia e dei personaggi che non si trovano soltanto ad affrontare i propri demoni interiori, ma anche la Storia stessa con tutte le sue ingiustizie e incoerenze.
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Ho sempre trovato nella scrittura un qualcosa di mio: il poter esprimere quanto ho dentro, parlando di argomentazioni che amo, penso sia un'obiettivo di vita importantissimo. Studente in Lingue, culture, letterature e traduzione, dopo la pubblicazione di due romanzi ho intrapreso la strada del giornalismo senza guardarmi dietro.

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