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The Crown 3 – Recensione: “No more Candles”

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L’attesa verso questa terza stagione di The Crown è stata è stata parecchio lunga. In seguito al grande successo riscontrato dalle prime due è venuto a formarsi un gran gruppo di appassionati, contornato dal favore della critica settoriale. 

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Le domande riguardo ai nuovi sviluppi erano parecchie e con esse anche tutte le speculazioni narrative intorno ad una storia che si avvicina sempre di più ad una modernità che tutti noi conosciamo molto bene.

Uno dei primi grandi punti interrogativi intorno a questa nuova stagione di The Crown era quello intorno al nuovo cast. Questa terza stagione infatti vive un salto temporale notevole dagli ultimi eventi rappresentati e gli autori della serie ufficializzarono l’idea di attuare un cambiamento nel cast totale.

Questo, ovviamente, condusse a parecchie discussioni, soprattutto nel bacino dei fan, riguardo a chi sarebbe stato all’altezza del lavoro precedente, dato che proprio l’interpretazione degli attori era uno dei fiori all’occhiello di The Crown.

Così hanno cominciato a circolare i primi nomi e con loro anche le prime fotografie, donando ai fan un primissimo sguardo su quello che la serie sarebbe divenuta adesso.

 

-Il nuovo cast di The Crown

Parlando quindi di questo frangente, possiamo affermare che con The Crown 3 ci troviamo davanti ad un cast di un certo spessore. Certo, inizialmente un particolare disorientamento non tarderà ad arrivare per lo spettatore ma… La definibilità generale trova presto una sua strada.

Questa scelta comunica pienamente il fatto che tutti i protagonisti, pur mantenendo alcune delle caratteristiche con le quali li abbiamo visti esordire, sono cresciuti, trovando nuove strade che non tarderanno ad illuminarli con luci del tutto nuove.

E’ trascorso del tempo dall’ultima volta in cui siamo entrati nel mondo della famiglia reale e adesso che gli anni 60 volgono al termine un clima del tutto nuovo avvolge tutto il mondo, Inghilterra compresa. E’ proprio in questo clima particolare che Olivia Coman e Tobias Menzies (Elisabetta e Filippo), riescono a trasporre due personalità di una storia precedente, rappresentandoli in un perfetto contrasto con quanto accade, pur disposti a comprenderlo.

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Degni di nota sono i frangenti in cui, in maniera totalmente inaspettata, riescono a trasporre la segreta fragilità dei loro personaggi rappresentati sempre in maniera impeccabile, sono proprio questi i momenti in cui lo spettatore stesso riesce, anche se per pochissimo, ad immedesimarsi nella situazione e a comprenderne le dinamiche segrete.

Ottima prova anche per quanto concerne Josh O’Connor, qui nei panni del Principe Carlo, il quale riesce perfettamente a rappresentare un personaggio che da sempre ha generato parecchi dubbi nell’opinione comune, dato il suo esporsi il meno possibile.

Tutte le insicurezze del Principe ed il fatto che lui voglia emergere in qualche modo trovano una loro espressività proprio in Josh stesso, che riesce pienamente a convincere.

Interessante anche l’interpretazione di Helena Bonham Carter, la sua Margaret tocca livelli dolore importanti in alcuni punti, livelli che, una volta andati oltre la grande differenza fisica con l’attrice precedente, colpiscono in pieno.

-The Crown e il cambiamento

Uno dei temi fondamentali di questa terza stagione di The Crown è “il cambiamento”. Tutto ciò si riflette pienamente sia nei personaggi stessi che nel periodo in cui la storia è ambientata. Gli anni 70 furono importantissimi per quanto concerne il rapporto che gli inglesi avevano con la corona. Il distacco temporale fra quello che avveniva dentro Buckingham e tutto il resto spinse la famiglia reale stessa a doversi adattare al mondo esterno, a dover progredire in qualche modo.

Tutto ciò viene perfettamente rappresento, nella serie, dal lento e continuo insinuarsi dei media nella vita di corte, prima attraverso i giornali, poi con la televisione e in fine con l’arrivo dei paparazzi. Questo segna un episodio chiave da legare sopratutto a quanto avverrà in seguito…

Qui The Crown riesce magistralmente a disegnare il peso che un mezzo comunicativo del genere assumerà, dato che tutto il mondo diverrà totalmente dipendente dalla cronaca scandalistica dei reali.

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Oltre a tutto ciò l’Inghilterra stessa è mutata anche a livello politico, segnando un periodo storico fatto di cambiamenti e scioperi che non andrebbero mai dimenticati.

(Un esempio di tutto ciò lo abbiamo anche con l’incontro fra Filippo e gli astronauti. Lì sembra quasi di assistere a due frammenti di due realtà opposte che s’incontrano senza mai sfiorarsi…)

-Le nuove generazioni.

Ad incastonarsi perfettamente in tutto questo troviamo un Principe Carlo e una Principessa Anna adesso adolescenti, adesso legati ad un a famiglia che forse sentono più distante che mai dalla contemporaneità che bagna i loro occhi.
Anche in The Crown 3 il distacco fra famiglia e figli si palesa senza remore, il distacco fra passato e presente, fra quello che “si vuole” e il “dovere”.

Carlo, ad esempio, viene rappresentato in un momento molto importante della sua vita. Seppur apparentemente insicuro ha un’importante istruzione alle sue spalle, istruzione che ha contribuito a costruire il suo carattere e le sue idee. Il punto è che nel suo futuro non c’è alcun posto per tutto ciò, non c’è posto per il carattere o per l’innovazione. Dato che ogni suo tentativo di emergere viene fermato dalla sua stessa famiglia, assistiamo ai principi di un viaggio che invece di appoggiare, ci scaglia davanti la sofferenza di una persona che ha tutto a livello materiale ma che non riesce a diventare “niente”, sospeso in un limbo su cui no ha alcun controllo.

In tutto ciò s’incastra alla perfezione la figura del nonno David, il quale, nei suoi ultimi giorni di vita, intrattiene con lui qualche scambio di lettere, rivelandogli il suo punto di vista e aprendo gli occhi al ragazzo sul modo di agire della sua famiglia.

(Molto toccante l’episodio dell’investitura a principe del Galles, in cui il discorso che alla fine Carlo recita si incolla perfettamente sul tipo di persona che è colui che lo recita. Una persona che pur parlando al mondo sta gridando qualcosa alla sua famiglia…)

-La cura in generale

Una delle caratteristiche senza dubbio più affascinanti di The Crown è la cura maniacale per quanto concerne la ricostruzione estetica e storica degli eventi. Questa terza stagione non è da meno, riuscendo, come anche in passato, a toccare punti con una ricercatezza che ammalia e affascina, fusa alla colonna sonora sempre azzeccata.

Con questa stagione ci troviamo senza dubbio davanti ad un prodotto ben riuscito che contribuisce a mantenere alti gli standard di un a serie tv che ha sempre cercato di superarsi. Il cambiamento di cast, pur essendo stato un azzardo forte sopratutto dal punto di vista comunicativo, si è dimostrato un buon affare, soprattuto per quanto concerne la fedeltà generale ai personaggi storici rappresentati.

Unico punto negativo la velocità con cui si avanza. In alcuni frangenti avremmo gradito maggiori approfondimenti o introspezione, pur comprendendo la difficoltà legata ad un lavoro che si basa su fonti, documenti, lettere e testimonianze.

The Crown 3 – Recensione: “No more Candles”
8.5 Reviewer
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Pro
-Ricercatezza storica ed estetica
-Coerenza qualitativa con quanto abbiamo precedentemente visto
-Qualità generale nella recitazione
Contro
-Troppo veloce in alcuni frangenti
-Inizialmente il cambio di cast potrebbe disorientare
Conclusioni
Con questa stagione ci troviamo senza dubbio davanti ad un prodotto ben riuscito che contribuisce a mantenere alti gli standard di un a serie tv che ha sempre cercato di superarsi. Il cambiamento di cast, pur essendo stato un azzardo forte sopratutto dal punto di vista comunicativo, si è dimostrato un buon affare, soprattuto per quanto concerne la fedeltà generale ai personaggi storici rappresentati. 
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Ho sempre trovato nella scrittura un qualcosa di mio: il poter esprimere quanto ho dentro, parlando di argomentazioni che amo, penso sia un'obiettivo di vita importantissimo. Studente in Lingue, culture, letterature e traduzione, dopo la pubblicazione di due romanzi ho intrapreso la strada del giornalismo senza guardarmi dietro.

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