Musica

Chemical Brothers e il nuovo inno alla libertà di essere se stessi

The Chemical Brothers, a distanza di tre anni dalla pubblicazione dell’ultimo album di inediti, riappaiono con “Free Yourself”, un pezzo sempre in linea con le origini elettroniche dei Chemical Brothers ma che sicuramente stupisce per la capacità di rappresentare in musica, un messaggio ben preciso e fin troppo sottovalutato: la libertà di essere se stessi.

Ma non solo. A livello musicale, emerge la necessità dei Chemical Brothers, di affidarsi a diversi generi per rendere il messaggio il più chiaro possibile: infatti sono presenti richiami alla electronic dance music (meglio nota come EDM), la techno e al Big Beat, un sottogenere di musica elettronica, esploso durante gli anni Novata in Gran Bretagna. Insomma i Chemical Brothers quando decidono di impegnarsi in qualcosa, lo fanno con stile e passione.

Chemical Brothers rivistano Tim Buckley

Insomma un ritorno alle origini in chiaro stile Chemical Brothers e che il duo aveva deciso di far emergere anche a giugno di quest’anno, durante la rivisitazione di “I Never Asked To Be Your Mountain”, un pezzo realizzato da Tim Buckley, padre di Jeff, entrambi cantautori di livello e con una sensibilità autoriale fuori dal comune. La rivisitazione è stata pubblicata dai Chemical Brothers a giugno del 2018 ma la rivisitazione del pezzo, in collaborazione con la cantautrice folk Berth Orton, è stata realizzata vent’anni fa. Allora perché farla uscire solo adesso? A spiegarlo è Tom Rowlands dei Chemical Brothers: “Ci eravamo in qualche modo dimenticati di questa gemma psichedelica che avevamo fatto con Beth negli anni ’90 ma siamo estremamente felici che abbia ritrovato la vecchia registrazione e l’abbia pubblicata. Ho sempre amato questa canzone con quella selvaggia sensazione cosmica; sembra che l’abbiamo portata in una nuova dimensione ma mi auguro che siamo riusciti a mantenere la crudezza e la passione dell’originale”.

Diversa è la versione della cantautrice folk che giustifica la messa in pausa della pubblicazione della rivisitazione, dichiarando che in quel momento i Chemical Brothers avevano appena pubblicato l’album “Dig Your Own Hole”, e lei stava “esplorando un diverso modo di scrivere le canzoni” per capire che “cantante fossi”. Da lì la scelta di lasciare il pezzo tra le pagine del romanzo di Tolstoj, Guerra e pace: “Mi ero ripromessa che un giorno avrei letto e non l’ho mai fatto e il brano fu dimenticato”.

Dorotea Di Grazia

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